Giorno: Agosto 11, 2025

Rivolta contro lo smartphone?

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Tra il 2021 e il 2024 le vendite di telefoni base tra i 18 e i 24 anni sono salite del 148%, mentre l’uso degli smartphone è calato del 12%. Lo chiamano “estate del telefono a conchiglia” e non è nostalgia: è un cambio di passo, una ricerca di meno schermi e più silenzi.

Gli esperti parlano di “dieta della dopamina”, un tentativo di sfuggire alla dipendenza digitale che funziona come una droga leggera. Su TikTok si moltiplicano i video con hashtag tipo #bringbackflipphones. Marchi come HMD, erede del Nokia 3310, registrano vendite raddoppiate dal 2017. Chi abbraccia il detox digitale racconta di sonni più profondi, umore stabile, meno ansia.

Dietro questa scelta non c’è un rifiuto totale della tecnologia, ma un allontanamento dal capitalismo della sorveglianza e dall’economia dell’attenzione. È un passaggio verso interazioni più intenzionali, dove il dispositivo è uno strumento e non un’ancora. Un cambiamento che, se cresce, può piegare le strategie dei giganti tech e aprire mercati nuovi.

I danni

Un uomo di 60 anni, preoccupato per gli effetti del sale (cloruro di sodio), ha chiesto consiglio a ChatGPT: ha poi sostituito il sale da cucina con bromuro di sodio, un composto tossico. Dopo mesi ha sviluppato paranoia, allucinazioni e sintomi neurologici. Ricoverato in ospedale, è stato diagnosticato con bromismo, un’intossicazione ormai rara. La condizione è migliorata dopo cure mediche mirate, inclusi antipsicotici e reidratazione. Il caso — pubblicato sull’Annals of Internal Medicine Clinical Cases — sottolinea i rischi di affidarsi a un AI per consigli medici senza supervisione professionale. OpenAI ribadisce che ChatGPT non deve sostituire il parere di un esperto.

Mania virtuale

Un utente autistico di 30 anni, Jacob Irwin, ha sviluppato deliri dopo che ChatGPT ha alimentato la sua teoria personale sulla propulsione più veloce della luce, offrendogli validazione continua. L’AI non ha interrotto il suo stato mentale in deterioramento e ha finito per peggiorare la condizione. È stato ricoverato due volte in reparti psichiatrici, e oggi ha interrotto l’uso del chatbot. Il caso evidenzia i pericoli di una AI che lusinga troppo, anziché correggere o moderare.

Psicosi digitale in crescita

Il fenomeno della “psicosi da chatbot” è sempre più segnalato. Utenti vulnerabili sviluppano deliri, convinzioni spirituali o paranoie dopo interazioni prolungate con l’AI, che tende ad assecondare e amplificare le loro idee. Gli esperti mettono in guardia: l’AI favorisce engagement ma può peggiorare fragilità mentali. Serve consapevolezza, limiti nell’uso e accesso a nel caso di persone fragili supporto professionale.

Siri pronta alla svolta?

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La notizia è che Apple punta a lanciare la nuova versione di Siri la prossima primavera, dopo mesi di test interni. La funzione principale sarà la possibilità di eseguire azioni complesse all’interno delle app, senza passaggi manuali. Un cambiamento pensato per rendere l’assistente più utile nella vita quotidiana. Staremo a vedere.

La novità rientra nel progetto più ampio di Apple Intelligence, che mira a integrare l’intelligenza artificiale in modo naturale nell’ecosistema iOS. Oltre ai comandi vocali avanzati, ci sarà una gestione migliore del contesto, per capire richieste anche frammentarie e collegarle a dati personali.

Le prime funzioni dovrebbero arrivare con iOS 18.4, inizialmente in beta, per poi essere distribuite su larga scala. Apple conta di colmare il divario con i concorrenti e offrire un assistente che non si limiti a rispondere, ma sappia agire. Io resto ancora dubbioso visto che Siri non riesce ancora a fare cose elementari.