Giorno: Novembre 7, 2025

Il Washington Post è stato vittima di un attacco hacker legato alla suite di applicazioni aziendali di Oracle, come riportato per primo da Reuters questo venerdì. Il quotidiano ha confermato di essere stato colpito dalla violazione della piattaforma Oracle E-Business Suite. 

Sul Funzionamento del mio Blog

Di tanto in tanto, è giusto dedicare un articolo a questo blog, o per lo meno a spiegarne il funzionamento. Dato che il numero di visitatori sta crescendo, è probabile che in futuro questo post venga ripubblicato periodicamente.

A questo link troverai una spiegazione completa di cosa offre il blog e della filosofia che lo anima. Nella stessa pagina, avrai a disposizione un comodo strumento di ricerca e l’elenco delle categorie per navigare tra gli argomenti, vi avviso il passato è un po’ incasinato. Puoi raggiungere questa sezione anche cliccando sulla voce “un blog” che trovi nella parte iniziale del sito.

Se premi o clicchi sulla freccia (sempre all’inizio del blog) verrai indirizzato direttamente all’ultimo articolo pubblicato subito sotto. Ovviamente, puoi arrivarci anche semplicemente scorrendo la pagina. L’icona a forma di casetta ti riporta sempre alla pagina principale del blog.

Graficamente sono distinguibili gli articoli, di solito sono composti da circa 200/250 parole, i tweet e le short news hanno invece uno sfondo diverso. Forse ho detto quasi tutto.

Quelli con lo scooter che sembra una moto ma è uno scooter che ha solo l’estetica di una moto ma è uno scooter perché non ha le marce. Ecco, questi tizi al semaforo si atteggiano come se fossero su una moto ma sono su uno scooter. Qualcuno li può avvisare?

Black Rabbit, il ritorno di Bateman

C’è qualcosa di familiare in Black Rabbit, e non solo perché torna Jason Bateman in un ruolo che sembra scritto per lui. L’atmosfera è quella di Ozark mescolata con la tensione visiva e nervosa di The Bear. Il locale notturno diventa una metafora del successo che si sgretola, tra debiti, vecchi rancori e una città che osserva tutto senza muovere un dito. E poi c’è Jude Law che fa Jude Law ma in accoppiata con Bateman ne esce davvero una cosa che merita.

Ho ritrovato con piacere anche Morgan Spector, il volto che ricordavo da Homeland ora con la barba. Qui è più sottile, calcolatore, con quella calma che nasconde potere e manipolazione. È uno di quei personaggi che non fanno rumore ma decidono tutto, muovendo i fili in silenzio.

Ho apprezzato anche la presenza di “Under the Pressure” dei The War on Drugs, che si sente in sottofondo nella scena in cui il pittore cerca di vendere un quadro a Wes ed Estelle nel suo studio. E più avanti, la proiezione di Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio, che compare sullo schermo mentre Wes guarda distrattamente le immagini.

C’è qualcosa nello stile, nel modo in cui i dialoghi si incrociano e la tensione cresce, che mi ha ricordato Pulp Fiction: ritmo spezzato, ironia che scivola nella tragedia, e personaggi che sembrano vivere a un passo dal disastro. Black Rabbit non inventa niente, ma unisce linguaggi diversi in modo preciso, elegante, quasi musicale.

Apple lascia online il codice

Due giorni fa qualcuno su Reddit ha notato che il nuovo sito web dell’App Store di Apple era stato pubblicato con le sourcemap attive, cioè quei file che servono agli sviluppatori per risalire al codice sorgente originale del frontend. In pratica, chiunque poteva leggere i commenti, i nomi delle funzioni e la struttura interna dell’interfaccia web, non solo il codice minificato che il browser scarica di solito.

All’inizio molti hanno liquidato la notizia come una curiosità, dicendo che “il codice frontend è sempre pubblico”. Ma le sourcemap non mostrano solo quello: espongono anche riferimenti interni, note di sviluppo e informazioni sull’architettura dell’applicazione. È come se Apple avesse lasciato aperto un cassetto pieno di appunti tecnici su come è costruito il suo negozio online.

Poche ore dopo, il repository GitHub che conteneva il codice scaricato è stato colpito da una richiesta DMCA di Apple. Oltre ottomila fork — cioè copie indipendenti del progetto, create da altri utenti per analizzarlo o modificarlo — sono stati rimossi in blocco. Nessun dato sensibile è stato diffuso, ma l’incidente resta un piccolo promemoria: anche le aziende più attente possono dimenticare un flag di build e pubblicare più del dovuto.