Apple: 50 Anni tra IA e Competizione

Apple compie cinquant’anni. Un traguardo segnato da un punto di svolta. La società che ha definito lo smartphone moderno ora concede in licenza l’intelligenza del suo assistente vocale a un concorrente. L’accordo con Google per integrare i modelli Gemini in Siri, atteso entro l’anno, segna una inversione di tendenza rispetto ai contratti precedenti. Apple pagherà circa un miliardo di dollari all’anno per la tecnologia AI, dopo che in passato Google versava circa venti miliardi per la posizione predefinita sui dispositivi Apple.

La leadership di Apple nell’AI è stata messa in discussione da ex insider. L’azienda, che nel 2011 lanciò Siri ben prima di Alexa o Google Assistant, avrebbe perso un vantaggio di cinque anni. Mentre concorrenti come Microsoft, Meta e Alphabet investono centinaia di miliardi in infrastrutture AI, Apple pianifica investimenti notevolmente inferiori, privilegiando una filosofia basata sulla privacy. Questa scelta ha limitato la raccolta dati su larga scala che ha alimentato la rivoluzione dell’IA generativa.

L’ipotesi di Apple è che l’AI migrerà progressivamente dal cloud ai dispositivi. L’azienda investe in chip dedicati da tempo e sta sviluppando nuovi processori per la sua infrastruttura di calcolo privato. L’architettura dei chip e la reputazione per la privacy potrebbero diventare fattori decisivi in futuro, a patto che i modelli AI continuino a rimpicciolirsi e funzionare efficientemente localmente. La domanda rimane aperta: Apple avrà il tempo necessario per vedere realizzarsi questa visione?

Nel frattempo, nel 2026, c’è ancora una Siri completamente ignorante che non comprende comandi anche semplici.