Bowie, l’archivio infinito

Il nuovo David Bowie Centre ha aperto a Londra e sembra più un viaggio che un museo. Dentro ci sono 90.000 oggetti che raccontano mezzo secolo di musica, arte e ossessioni. Ci sono i costumi di Ziggy, i fogli pieni di appunti e persino strumenti che hanno cambiato la storia del pop. Tutto insieme, come se Bowie non fosse mai andato via.

Tra le teche spunta anche ciò che non è mai nato: film mai girati, musical interrotti, progetti rimasti su carta. C’è “Young Americans”, una storia su un Major Tom perso in un’America in crisi, e “The Spectator”, un racconto teatrale sui fuorilegge londinesi del Settecento. Idee abbozzate che parlano più di lui di qualsiasi intervista.

Poi c’è la novità più sorprendente: puoi ordinare un oggetto, toccarlo, vederlo da vicino. Un’esperienza intima, già richiestissima, che trasforma il museo in un contatto diretto con Bowie. Il centro è gratuito, vivo, mutevole. Proprio come lui.