Bardot, un’icona svanita

Brigitte Bardot, attrice e attivista, è morta all’età di 91 anni. Emblema di una nuova libertà sessuale negli anni ’50 e ’60, la sua immagine fu plasmata dal regista Roger Vadim, che la lanciò con il film *Et Dieu… Créa la Femme*. La sua vita, costellata di amori, depressioni e controversie, fu spesso paragonata ai romanzi di Colette, incentrati sull’amore come transazione o follia.

Dopo una carriera cinematografica di successo, Bardot si ritirò dalle scene per dedicarsi alla difesa degli animali. Fondò una fondazione che si batté contro la crudeltà e per il benessere animale, diventando un punto di riferimento per l’attivismo. La sua vita privata, sempre sotto i riflettori, fu segnata da matrimoni, relazioni e un tentativo di suicidio. Negli ultimi anni, le sue posizioni politiche, vicine all’estrema destra, suscitarono polemiche e processi per incitamento all’odio.

Bardot visse gli ultimi anni nella sua casa in Francia, circondata dagli animali che amava. La sua immagine, un tempo simbolo di seduzione e ribellione, si trasformò in quella di una donna solitaria e controversa. La sua eredità rimane complessa, un mix di mito cinematografico e impegno per la causa animale, offuscata da dichiarazioni divisive.