
Non ho molto seguito il caso di Garlasco, però non posso che non notare qualcosa che mi ricorda quando Stasi fu condannato per l’omicidio di Chiara Poggi. In pratica l’opinione pubblica, o perlomeno le persone che stanno seguendo questo caso tramite tutti i media che sono giornali, social e televisione, stanno iniziando ad odiare Sempio come all’epoca iniziarono ad odiare Stasi; è interessante come i media possano dirottare alcuni sentimenti verso certe persone. Sempio è il nuovo cattivo.
Una cosa è certa: magistrati, procura e forze dell’ordine nell’area di Pavia non sono il massimo della vita, detto in questo modo, oppure possiamo dire che ci sono forti incompetenze in quell’area che indaga. Ieri i giornali davano per colpevole Sempio anche se in realtà non lo è ancora a livello giuridico; manca ancora tutto un processo che dimostri a tutti gli effetti che lo sia, eppure i giornali ieri pomeriggio nelle loro versioni online titolavano cose tipo “Sempio ha ucciso Chiara Poggi”. Insomma, qualche riflessione bisognerebbe anche farla, tipo come mai certe notizie arrivano quasi immediatamente sui giornali e come questi ormai stiano trattando il caso Garlasco come un soggetto da gestire per avere svariati clic. Insomma, Garlasco è uno spettacolo stupendo.
Garlasco è diventato un business per tutti i media e lo dimostrano le numerose trasmissioni televisive che parlano di Garlasco e sono seguite moltissimo. In effetti, se ci pensate, in un momento dove i legal movie e tutti i podcast che parlano di crime stanno andando tantissimo, seguire Garlasco è un po’ come seguire una serie TV neorealistica in diretta su un soggetto crime davvero complicato, intrigante e curioso. Stefano Nazi, l’autore del famoso podcasta Indagini, spesso aveva commentato e spiegato questo aspetto, su quanto i media possano condizionare un processo e, al contrario, di come un processo possa diventare un soggetto mediatico con grosse potenzialità economiche per i media e social.