La fiera Più Libri Più Liberi ha aperto a Roma con oltre 600 editori. Una controversia è sorta per la presenza di Passaggio al bosco. Questo editore, nonostante un contratto di partecipazione conforme ai valori costituzionali, veicola idee naziste e neofasciste, collegato al gruppo Casaggì di Firenze, vicino a Fratelli d’Italia.
L’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio e il sindaco Roberto Gualtieri hanno disertato l’apertura. Hanno espresso disaccordo sulla gestione di un catalogo razzista e antisemita. Il ministro Alessandro Giuli ha criticato le loro assenze. Zerocalcare aveva già annunciato di non partecipare all’evento.
Orecchio Acerbo ha poi annunciato l’uscita dall’Aie, non sentendosi rappresentata dal presidente Cipolletta. La presidente della fiera ha ribadito la natura profondamente antifascista dell’evento. Chiara Valerio, curatrice, ha dichiarato di non temere i libri. La destra ha variamente gridato alla censura, lasciando la tensione aperta.
Forse sarebbe il caso di ricordare che nazismo e fascismo non sono mai stati compatibili con concetti tipo “più libri più liberi”, soprattuto più liberi.