
Stati Uniti e Venezuela si fronteggiano nei Caraibi, interferendo con i segnali satellitari. Le forze armate di entrambi i paesi hanno iniziato a disturbare i sistemi di navigazione GPS, ufficialmente per proteggersi da possibili attacchi, ma con il rischio di incidenti aerei e marittimi. L’azione statunitense, secondo l’amministrazione Trump, mira a contrastare il traffico di droga orchestrato dal governo Maduro.
La risposta venezuelana ha preso di mira infrastrutture critiche come basi militari e raffinerie di petrolio. Gli esperti sottolineano che la tattica, difensiva, amplifica l’intensità delle interferenze, creando problemi anche per il traffico civile. Un aereo JetBlue ha evitato di poco una collisione con un velivolo militare non identificato nei pressi di Curaçao.
L’escalation ha portato a disagi per i voli e le navi mercantili, con la F.A.A. che ha emesso avvisi ai piloti. La situazione, paragonabile a quella in zone di conflitto come Ucraina e Medio Oriente, sta avendo un impatto sulla vita quotidiana dei venezuelani, con la cancellazione di voli e un crescente senso di assedio. La militarizzazione della regione è in aumento, con sequestri di petroliere e scorte armate.