
Neon si proponeva come app che paga per avere e dare la possibilità di registrare conversazioni telefoniche e poi vendere questi dati per addestrare l’intelligenza artificiale. Lanciata da poco, è finita in top-5 su iPhone. Poi è scomparsa.
Durante un test sono diventati visibili numeri di telefono, audio delle registrazioni e trascrizioni di molti utenti. L’architettura non impediva a chiunque di accedere alle chiamate d’altri. Un errore grave, sistemico.
Il fondatore ha sospeso subito il servizio dicendo che serve più “sicurezza”. Non avevamo dubbi.