non hanno capito i social

Vedo sempre più giornalisti infastiditi dal fatto che la gente comune dica la sua sui social. Sono persone che già vengono pagate per scrivere editoriali, andare in televisione o parlare in radio. Eppure, quando aprono i loro profili, sembrano suggerire che solo loro abbiano diritto a un’opinione autorevole, mentre gli altri dovrebbero tacere.

È curioso: la piattaforma che usano per condividere questo malumore è la stessa dove milioni di persone riversano pensieri liberi, a volte disordinati, a volte ingenui. Ma è proprio questa la natura e la bellezza dei social: un luogo senza gerarchie, dove chiunque può dire la sua, senza filtri.

Umberto Eco lo aveva detto senza giri di parole: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar”. Forse è vero, ma è anche la forza dei social: un carnevale umano, imperfetto ma reale, che non può essere ridotto al silenzio da chi già possiede mille microfoni.