OpenAI vuole scrivere la musica

OpenAI sta lavorando a un nuovo strumento capace di creare musica da prompt testuali o audio, addestrato anche grazie agli studenti della Juilliard. Potrebbe arrivare come integrazione in ChatGPT o Sora, ma per ora resta un progetto misterioso, qualcosa tra laboratorio sonoro e futuro servizio per creatori.

Il mercato della musica AI è in piena espansione. Suno genera già 150 milioni di dollari l’anno e punta a una valutazione da due miliardi. Intanto le major, da Universal a Warner, preparano contromosse legali, accusando le piattaforme di usare registrazioni protette. È una corsa dove l’arte incontra il codice, e nessuno vuole restare indietro.

Ma il boom della musica generata dall’intelligenza artificiale ha un lato oscuro: il 28% dei nuovi brani caricati ogni giorno è ora completamente sintetico. Troppa musica senza musicisti, troppi suoni senza autore. Forse il vero problema non è più cosa può fare l’AI, ma quanto ancora vogliamo che faccia.