Proteste contro AI

proteste londra contro tecnologia AI


Qualche giorno fa, davanti alla sede londinese del Dipartimento britannico per la scienza, innovazione e tecnologia, manifestanti di Pause AI hanno chiesto una pausa immediata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. “Cosa vogliamo? Mettere in pausa l’intelligenza artificiale! Quando lo vogliamo? Adesso!”. Il gruppo, per lo più giovani uomini, esige una moratoria sui sistemi AI, temendo pericoli per l’umanità.

Pause AI opera globalmente, con azioni a San Francisco, New York, Berlino e Roma. Fondatori come Joep Meindertsma, influenzati da “Superintelligenza” di Nick Bostrom, premono per trattati internazionali vincolanti e un’agenzia di sicurezza AI. L’obiettivo è la regolamentazione globale, coinvolgendo politici e opinione pubblica in vista del vertice di Seul.

Il movimento cerca la strategia migliore. Mentre alcuni auspicano una normativa incisiva, altri, come Holly Elmore di PauseAI US, puntano a unire artisti e creativi contro l’uso non consensuale dei dati. Le tattiche attuali restano moderate; si evitano azioni dirette dirompenti. Meindertsma insiste su azioni legali, non violente, confidando non siano necessarie misure più estreme per garantire la sicurezza futura.