
Claire Danes mi mancava. Dopo Homeland avevo quasi dimenticato la sua capacità di rendere vulnerabile anche la freddezza. In The Beast in Me, su Netflix dal 13 novembre, torna con un ruolo costruito su dolore e ossessione: una scrittrice che, dopo la perdita del figlio, trova ispirazione nella figura sinistra del vicino interpretato da Matthew Rhys. Tra loro nasce un legame inquieto, dove il confine tra curiosità e pericolo si dissolve.
La serie, firmata da Howard Gordon, mantiene il ritmo dei grandi thriller psicologici ma con una profondità più intima. Ogni episodio sembra scavare dentro la mente dei personaggi più che nella trama. Claire Danes riporta sullo schermo quello sguardo instabile, quasi febbrile, che aveva reso Carrie Mathison indimenticabile. È un ritorno silenzioso, ma potente, che ricorda perché certi attori non passano mai davvero di moda. Staremo a vedere.