L’amministrazione Trump ha denunciato CNN per aver trasmesso parte della prima dichiarazione pubblica del nuovo leader supremo iraniano. È il secondo attacco in pochi giorni al network, definito “fake news” e paragonato alla “Pravda” per la sua copertura. La Casa Bianca ha criticato la trasmissione ininterrotta di quattro minuti della TV statale iraniana, un “regime psicotico e assassino”. Due giorni prima, CNN era stata bersaglio per un’intervista a un negoziatore iraniano. Questa denuncia evidenzia la tensione tra governo e media.
CNN ha difeso la propria scelta, sottolineando l’evidente valore di notiziabilità delle dichiarazioni del leader per comprendere la direzione del conflitto. Il network ha notato che Sky News e Al Jazeera, oltre ad altre testate come AP e New York Times, avevano anch’esse coperto ampiamente il discorso, che includeva minacce di attacchi e il blocco delle forniture petrolifere. Il messaggio era già ampiamente disponibile online.
Esperti e storici hanno concordato sulla legittimità della trasmissione, affermando l’importanza di conoscere le prospettive di un avversario. Hanno però avvertito i giornalisti di essere cauti per non essere strumentalizzati come veicolo di propaganda. L’episodio riaccende il dibattito sul ruolo del giornalismo in tempo di guerra e la libertà di stampa nel coprire i leader considerati nemici.