Trump: Un enigma elettorale?

Mi domando, inutilmente, come facciano gli americani a votare il tizio con i capelli strani e la pelle color arancione; ok, posso fare anche il nome, si chiama Trump. Almeno per me basta vederlo come parla per capire che dice stupidate. Tipo la conferenza stampa di ieri, 20 febbraio 2026, dove ha attaccato duramente avversari politici e media, definendo le loro domande “ridicole” e “stupide” più volte. Non ho contato quante volte ha dato dello stupido a qualcuno.

E poi, e dico e poi, i giornalisti non potevano alzarsi e andar via per come ha trattato il giornalista della CNN? Quel giornalista, notoriamente ostile, è stato zittito e accusato di “fake news”, trattato con disprezzo davanti a tutti. Un’umiliazione in diretta, senza un barlume di rispetto per la professione, che lascia a bocca aperta e sbalorditi sulla passività degli altri presenti.

Insomma, la storia, o forse la sociologia e la psicanalisi, un giorno ci diranno perché la gente vota Trump, cosa si cela dietro un consenso così polarizzante e apparentemente irrazionale. Ma forse, più semplicemente, è solo perché sono stupidi. O forse c’è un malcontento profondo, una rabbia latente che solo un personaggio così fuori dagli schemi riesce a intercettare e cavalcare, trasformando le frustrazioni in un voto di protesta incomprensibile ai più.