
Certo, è un film uscito già da tempo e io sono riuscito a vederlo solo ieri; tra i film che ho adorato tantissimo, trovo stupendo il mix tra azione e commedia. Ci sono scene veramente divertenti, come quando DiCaprio deve dare la password al telefono al rivoluzionario precisino che vuole sapere “che ora è”: un momento che da solo merita quasi tutto il film, con dialoghi che ricordano molto il surrealismo e l’assurdità divertente dei fratelli Coen. Paul Thomas Anderson (per gli amici e per i feticisti della pellicola, semplicemente PTA) è tornato a fare quello che gli riesce meglio: scuotere l’albero dei sogni finché non cadono i frutti più ammaccati, dolcissimi e feroci. I personaggi di questo film sono tutti storti e i due attori Leonardo DiCaprio e Sean Penn sono bravissimi ad interpretarli.

“Una battaglia dopo l’altra” (2025) non è un film, è un corpo a corpo. Tratto liberamente – e quando dico liberamente intendo con la stessa anarchia con cui un gatto decide cosa fare in casa – da Vineland di Thomas Pynchon, il film ci scaraventa in una California che sembra uscita da un incubo a colori di un paranoico di talento. Vederlo oggi sembra quasi un film che abbia anticipato quello che sta accadendo ora negli Stati Uniti, dove l’ICE fa quello che sappiamo con i latinos. Insomma, è uno strano mix tra azione e commedia con contenuti politici, non facile da bilanciare in oltre due ore e mezza. Al centro di questo caos calmo c’è un Leonardo DiCaprio monumentale e storto: dimenticate il divo da copertina, qui è un antieroe che recita con ogni singolo nervo scoperto, affiancato da un Sean Penn brutale e una folgorante Chase Infiniti, in un cast che brilla di una luce sinistra e magnifica.

La “macchina” di PTA non gira film, li scolpisce nel tempo con un budget imponente, usando pellicola 35mm e VistaVision per un’immagine materica curata da Michael Bauman. Il montaggio di Andy Jurgensen e le musiche graffianti di Jonny Greenwood creano una danza ipnotica che non dà pace per 162 minuti. È un film divisivo perché Anderson non spiega le cose, ti butta nel mezzo di inseguimenti d’auto spettacolari e poi ti lascia a riflettere sul senso della paternità in un mondo che va a rotoli. Inseguimento tra le auto davvero spettacolare, un mix tra riprese fatte dall’auto e dai droni in un mix davvero originale e geniale su una strada pazzesca. 
Insomma, un film che consiglio e sono contento di aver visto, che merita se volte vedere una storia con personaggi storti e dialoghi pazzeschi. Mi è piaciuto molto molto.