Valerio Porcu:

E poi c’era Rachael. Rachael Rosen, quella di Blade Runner: l’avevo conosciuta con Ridley Scott (Alien, Thelma & Luise, Il Gladiatore) quand’ero una ragazzina, a sedici anni. Rachael era un robot, sì, ma questo robot non era una mitragliatrice con le zampe. Questo robot, al contrario, piangeva e poi si offendeva, diventava orgoglioso, sorrideva, si arrabbiava e alla fine si innamorava. E io non capivo. Se il robot era empatico come un essere umano, perché doveva essere eliminato come gli altri?

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