Giorno: Gennaio 17, 2025

mondo apple

Si dice che Apple stia progettando di lanciare l’iPhone 17 Air entro la fine dell’anno, che potrebbe essere il suo iPhone più sottile mai realizzato. Si prevede che il dispositivo sarà più sottile di circa 2 millimetri rispetto ai modelli attuali e che potrebbe includere un display OLED ProMotion con frequenza di aggiornamento a 120Hz. Inoltre, potrebbe essere dotato del nuovo chip A19 di Apple, 8 GB di RAM per supportare le funzionalità Apple Intelligence AI e forse del primo modem cellulare progettato internamente, con nome in codice Sinope.

e’ morto Lynch

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David Lynch fu un regista, sceneggiatore e artista visivo che rivoluzionò il panorama cinematografico e televisivo con il suo stile onirico e surreale. Nato a Missoula, nel Montana, nel 1946, trascorse l’infanzia tra diverse città degli Stati Uniti, sviluppando una sensibilità peculiare per l’ambiente urbano e suburbano, temi ricorrenti nelle sue opere. Frequentò la Pennsylvania Academy of Fine Arts, dove realizzò i primi cortometraggi sperimentali, gettando le basi per il suo approccio visionario e anticonvenzionale.

Il suo primo lungometraggio, “Eraserhead” (1977), divenne in breve un cult del cinema underground, apprezzato per la capacità di unire atmosfere inquietanti, sonorità ipnotiche e un’estetica espressionista. Negli anni Ottanta, Lynch diede prova della sua versatilità dirigendo “The Elephant Man” (1980), opera candidata a diversi premi Oscar, e “Blue Velvet” (1986), film capace di svelare il lato oscuro della provincia americana attraverso una narrazione in bilico tra sogno e incubo.

La vera esplosione di popolarità arrivò con la serie televisiva “Twin Peaks” (1990-1991), che sconvolse i canoni del piccolo schermo, mescolando melodramma, thriller e suggestioni metafisiche. Il pubblico rimase affascinato dall’atmosfera enigmatica della cittadina di montagna, dai suoi personaggi ambigui e dalle improvvise incursioni in mondi paralleli. Lynch continuò a sperimentare nei decenni successivi con film come “Lost Highway” (1997) e “Mulholland Drive” (2001), spingendo sempre più in là i confini tra realtà e sogno.

Parallelamente, egli coltivò la passione per la pittura, la fotografia, la musica e persino il design, mostrando una creatività multiforme alimentata, come affermava spesso, dalla meditazione trascendentale. Oggi, la sua scomparsa segnò la fine di un’epoca: il mondo dell’arte e del cinema perse un autore in grado di trasportare lo spettatore in mondi ipnotici, intrisi di simbolismo e mistero.

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