Giorno: Marzo 21, 2026

Editoria e Tecnologia AI

shy girl


Dal NYT leggo interessante articolo che racconta di un problema che col tempo sarà sempre più probabile nel settore dell’editoria. Negli ultimi mesi, il romanzo horror autopubblicato “Shy Girl” di Mia Ballard è finito al centro di un acceso dibattito online, con molti lettori e osservatori del settore editoriale che sospettano sia stato scritto in larga parte con l’aiuto della tecnologia AI e non da una persona. Pubblicato per la prima volta nel febbraio 2025, il libro, che narra la storia di una giovane donna disperata tenuta in ostaggio, ha rapidamente guadagnato popolarità tra gli appassionati di horror, assicurandosi una distribuzione nel Regno Unito con Hachette e un’imminente uscita negli Stati Uniti. Tuttavia, le accuse di uso di A.I. sono esplose quando Max Spero, CEO di Pangram, un programma di rilevamento A.I., ha testato il testo completo, concludendo che fosse per il 78% generato artificialmente. Anche il New York Times ha condotto analisi simili, riscontrando pattern tipici di scrittura A.I., come incoerenze logiche, eccesso di aggettivi melodrammatici e ripetizione della “regola del tre”. Di fronte al moltiplicarsi delle segnalazioni di lettori riguardo metafore insensate e frasi ripetitive, Hachette ha annunciato, a gennaio 2026, la cancellazione della pubblicazione americana e la sospensione della distribuzione britannica. L’autrice Mia Ballard ha negato con forza, attribuendo l’uso dell’A.I. a un conoscente incaricato dell’editing della versione autopubblicata, a sua insaputa.

Il caso di “Shy Girl” si staglia come il primo ritiro noto di un romanzo commerciale da parte di un editore di primo piano per sospetto uso di intelligenza artificiale, segnando un momento critico per l’intera industria editoriale. Questo episodio non solo evidenzia l’impreparazione del settore tradizionale di fronte alla rapida diffusione della scrittura automatizzata, che da tempo permea il mercato degli e-book autopubblicati su Amazon, ma rivela anche la sua capacità di infiltrarsi nelle pubblicazioni ufficiali. Esperti come Thad McIlroy e accademici quali Tuhin Chakrabarty sottolineano l’ampiezza del fenomeno: Chakrabarty, in particolare, ha analizzato oltre 14.000 romanzi autopubblicati su Amazon, rilevando che circa il 20% era almeno in parte generato da A.I., con un aumento del 41% tra il 2024 e il 2025. Strumenti di rilevamento avanzati come Pangram, GPT Zero e Originality.ai hanno ulteriormente confermato le sospette origini di “Shy Girl”, identificando frasi e costrutti linguistici tipici dei chatbot, come “the pause feels like a knife in my chest, sharp and unyielding”.

Questa vicenda solleva urgenti interrogativi legali ed etici per l’intero settore. La maggior parte dei contratti editoriali richiede un’opera “originale”, un termine che tacitamente esclude testi interamente generati dall’A.I., sebbene l’uso di queste tecnologie per ricerca, bozze o idee di trama sia diffuso e generalmente accettato. A complicare ulteriormente il quadro, i contenuti creati esclusivamente dall’intelligenza artificiale non sono attualmente protetti da copyright, aprendo la strada a potenziali frodi e contenzioni. L’ambiguità persiste anche a causa della mancanza di linee guida chiare da parte di molti editori sull’impiego dell’A.I., lasciando incerti i confini tra un’assistenza tecnologica legittima e la vera e propria sostituzione della creatività umana. Organizzazioni come l’Authors Guild, attraverso la sua CEO Mary Rasenberger, hanno strenuamente sollecitato la definizione di paletti precisi, mentre alcune major, come Penguin Random House, sono già al lavoro per elaborare regolamenti interni. Tra gli autori, la preoccupazione prevalente è di natura morale e si manifesta come la percezione di un vero e proprio furto creativo, dato che i vasti modelli di linguaggio vengono addestrati su opere protette da copyright spesso senza il consenso o il giusto compenso agli autori originali. Inoltre c’è da domandarsi una cosa semplice; che reazione potreste avere se scoprite che il romanzo che avete letto e vi ha emozionato è stato scritto da una intelligenza artificiale ?

Ucraina: Droni per il Pentagono

Droni ucraini emergono nel mercato statunitense, catturando l’attenzione del Pentagono per il programma “Drone Dominance” da un miliardo di dollari. I modelli Shrike 10 Fiber e F10, noti per la loro qualità e componenti non cinesi, sono ora sotto esame. Questa mossa segnala un cambio strategico degli USA, volto a ridurre la dipendenza da fornitori stranieri e migliorare la sicurezza nazionale.

Il programma mira a sviluppare droni avanzati per esigenze militari specifiche. La “Corporation per la tecnologia dei droni di difesa ucraina”, descritta come “misteriosa”, si propone come nuovo attore. La scelta di queste tecnologie sottolinea la ricerca di fornitori affidabili, allontanandosi dalle preoccupazioni legate alla supply chain. Questo scenario apre nuove prospettive nel settore della difesa.

L’interesse per i droni ucraini potrebbe ridefinire il panorama del mercato USA, sfidando il dominio di produttori come DJI. La transizione verso sistemi con origini diverse non solo rafforza la sicurezza operativa, ma stimola anche la competitività globale nella tecnologia dei droni.

Trump attacca Harvard

Il Dipartimento di Giustizia USA nell’era Trump ha avviato un’azione legale contro l’Università di Harvard. L’accusa centrale è di non aver contrastato adeguatamente l’antisemitismo. I documenti depositati a Boston descrivono episodi antisemiti ignorati durante le manifestazioni pro-Palestina del 2023, evidenziando una presunta inerzia dell’amministrazione universitaria.

L’azione legale accusa Harvard di aver discriminato personale e studenti israeliani o ebrei attraverso la sua passività. Le contestazioni suggeriscono una violazione delle politiche antidiscriminatorie, alimentando un ambiente percepito come ostile. La causa porta in primo piano il ruolo dell’università nella protezione di tutti i suoi membri e la gestione delle tensioni interne relative all’antisemitismo.

In questo contesto, la rettrice Claudine Gay si è dimessa a causa delle intense pressioni politiche. Tali pressioni erano direttamente collegate alla sua gestione delle manifestazioni studentesche e delle relative accuse. La causa del Dipartimento di Giustizia aggiunge ulteriore pressione legale su Harvard, con implicazioni potenzialmente significative per la sua reputazione e le sue politiche future. Insomma se non piaci a Trump accadono queste cose.

AI: Bots Supereranno Utenti Umani

Matthew Prince, CEO di Cloudflare, ha avvertito che i bot AI potrebbero superare gli utenti umani online entro il 2027. Questo segna un cambiamento radicale nel funzionamento del web. L’attività dei bot, un tempo limitata a ricerche e attacchi, sta crescendo esponenzialmente; gli agenti AI visitano migliaia di pagine in secondi, generando un traffico senza precedenti. La percentuale del 20% è in rapida ascesa.

Per gestire tale evoluzione, Prince propone nuovi sistemi. L’idea di “sandbox” temporanee permetterebbe agli agenti AI di eseguire compiti specifici e poi disattivarsi, evitando sovraccarichi. Ad esempio, un’AI per pianificare viaggi opererebbe in un ambiente dedicato. Questo approccio richiederà tuttavia ingenti investimenti in infrastrutture, inclusi nuovi data center e server dedicati. La gestione del traffico è cruciale.

L’emergere dell’AI è descritto come un vero e proprio cambiamento di piattaforma, paragonabile al passaggio dai desktop ai dispositivi mobili. Non è una semplice tendenza, ma una trasformazione fondamentale nel consumo di informazioni. Questo sviluppo avrà un impatto profondo sull’interazione utente-web e richiederà alle aziende un adattamento rapido a questa nuova realtà digitale.