Editoria e Tecnologia AI

Dal NYT leggo interessante articolo che racconta di un problema che col tempo sarà sempre più probabile nel settore dell’editoria. Negli ultimi mesi, il romanzo horror autopubblicato “Shy Girl” di Mia Ballard è finito al centro di un acceso dibattito online, con molti lettori e osservatori del settore editoriale che sospettano sia stato scritto in larga parte con l’aiuto della tecnologia AI e non da una persona. Pubblicato per la prima volta nel febbraio 2025, il libro, che narra la storia di una giovane donna disperata tenuta in ostaggio, ha rapidamente guadagnato popolarità tra gli appassionati di horror, assicurandosi una distribuzione nel Regno Unito con Hachette e un’imminente uscita negli Stati Uniti. Tuttavia, le accuse di uso di A.I. sono esplose quando Max Spero, CEO di Pangram, un programma di rilevamento A.I., ha testato il testo completo, concludendo che fosse per il 78% generato artificialmente. Anche il New York Times ha condotto analisi simili, riscontrando pattern tipici di scrittura A.I., come incoerenze logiche, eccesso di aggettivi melodrammatici e ripetizione della “regola del tre”. Di fronte al moltiplicarsi delle segnalazioni di lettori riguardo metafore insensate e frasi ripetitive, Hachette ha annunciato, a gennaio 2026, la cancellazione della pubblicazione americana e la sospensione della distribuzione britannica. L’autrice Mia Ballard ha negato con forza, attribuendo l’uso dell’A.I. a un conoscente incaricato dell’editing della versione autopubblicata, a sua insaputa.
Il caso di “Shy Girl” si staglia come il primo ritiro noto di un romanzo commerciale da parte di un editore di primo piano per sospetto uso di intelligenza artificiale, segnando un momento critico per l’intera industria editoriale. Questo episodio non solo evidenzia l’impreparazione del settore tradizionale di fronte alla rapida diffusione della scrittura automatizzata, che da tempo permea il mercato degli e-book autopubblicati su Amazon, ma rivela anche la sua capacità di infiltrarsi nelle pubblicazioni ufficiali. Esperti come Thad McIlroy e accademici quali Tuhin Chakrabarty sottolineano l’ampiezza del fenomeno: Chakrabarty, in particolare, ha analizzato oltre 14.000 romanzi autopubblicati su Amazon, rilevando che circa il 20% era almeno in parte generato da A.I., con un aumento del 41% tra il 2024 e il 2025. Strumenti di rilevamento avanzati come Pangram, GPT Zero e Originality.ai hanno ulteriormente confermato le sospette origini di “Shy Girl”, identificando frasi e costrutti linguistici tipici dei chatbot, come “the pause feels like a knife in my chest, sharp and unyielding”.
Questa vicenda solleva urgenti interrogativi legali ed etici per l’intero settore. La maggior parte dei contratti editoriali richiede un’opera “originale”, un termine che tacitamente esclude testi interamente generati dall’A.I., sebbene l’uso di queste tecnologie per ricerca, bozze o idee di trama sia diffuso e generalmente accettato. A complicare ulteriormente il quadro, i contenuti creati esclusivamente dall’intelligenza artificiale non sono attualmente protetti da copyright, aprendo la strada a potenziali frodi e contenzioni. L’ambiguità persiste anche a causa della mancanza di linee guida chiare da parte di molti editori sull’impiego dell’A.I., lasciando incerti i confini tra un’assistenza tecnologica legittima e la vera e propria sostituzione della creatività umana. Organizzazioni come l’Authors Guild, attraverso la sua CEO Mary Rasenberger, hanno strenuamente sollecitato la definizione di paletti precisi, mentre alcune major, come Penguin Random House, sono già al lavoro per elaborare regolamenti interni. Tra gli autori, la preoccupazione prevalente è di natura morale e si manifesta come la percezione di un vero e proprio furto creativo, dato che i vasti modelli di linguaggio vengono addestrati su opere protette da copyright spesso senza il consenso o il giusto compenso agli autori originali. Inoltre c’è da domandarsi una cosa semplice; che reazione potreste avere se scoprite che il romanzo che avete letto e vi ha emozionato è stato scritto da una intelligenza artificiale ?
