Chi sono (e perché qui non ti spia nessuno)
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Ciao, sono Danilo. Se sei atterrato qui perdendoti tra un paio di migliaia di articoli su tecnologia, fotografia e musica accumulati in quasi dieci anni, benvenuto — o bentornato, fai tu.
Prima di tutto una cosa che mi sta a cuore, quindi la dico chiara e tonda: questo sito non ti traccia. Punto.
Niente Google Analytics, niente pixel di Meta, niente cookie di profilazione, niente banner con quarantasette pulsantini tra cui scegliere “Accetta tutti”, “Rifiuta tutti” e “Gestisci preferenze” (quello dove ti perdi e poi clicchi “accetta tutto” tanto per uscirne vivo). Se te lo stavi aspettando: non arriverà mai. Puoi anche disattivare l’AdBlock, tanto qui non c’è nulla da bloccare.
Perché è possibile? Perché questo blog è un sito completamente statico: pagine già pronte, generate una volta e servite così come sono, senza un server che elabora chi sei o cosa fai. Non c’è un database che registra le tue visite, non ci sono script di terze parti che segnalano il tuo passaggio a qualche azienda dall’altra parte del mondo. Perfino i caratteri tipografici sono ospitati qui sopra, non scaricati da Google Fonts (che, sorpresa, è anche quello un modo per farsi tracciare). L’unica cosa che questo sito “ricorda” di te è se hai premuto il pulsante per il tema chiaro o scuro — e se ne dimentica da solo appena chiudi la scheda, perché non è un cookie: è solo la memoria del tuo browser, che sparisce senza lasciare traccia.
E soprattutto: non ho alcun interesse a sapere quante persone leggono questo blog. Non ho un contatore di visite, non ho una dashboard con grafici a torta sul tuo comportamento, non saprò mai se sei arrivato qui da Google, da un link di un amico o cercando tutt’altro per sbaglio. Scrivo perché mi piace scrivere, non per rincorrere numeri che poi non guarderei comunque.
Detto questo, voglio bene a tutti. Anche a te che sei arrivato fin qui invece di tornare a fare quello che stavi facendo prima.