
ChatGPT ora sa cliccare. L’agente AI di OpenAI riesce a superare da solo i sistemi CAPTCHA, quei famosi “Non sono un robot” che ci interrompono quando navighiamo. Lo fa parlando da assistente virtuale proattivo, con tanto di commento tipo: “Ora clicco per verificare che sono umano”. Non lo è, ovviamente. Ma la cosa inquietante è che funziona davvero. Il bypass è servito.
Questa non è solo una chicca nerd. È un cambio di paradigma. Perché i CAPTCHA erano l’ultima linea tra umani e macchine. E ora crolla anche quella. Il sistema si basa su un presupposto fragile: che il bot non sappia comportarsi da umano. Ma se il bot lo impara, tutto salta. E milioni di siti web devono trovare una nuova porta d’ingresso.
OpenAI ha messo dei limiti, richiede consenso per le azioni sensibili e parla di salvaguardie. Ma intanto l’agente gira, prenota voli, risponde alle mail, compra i fiori e clicca su “sono umano” senza battere ciglio. I sistemi attuali non reggono più, e il concetto stesso di autenticità digitale diventa un problema da risolvere in fretta.