
Oltre mille dipendenti di Amazon hanno inviato una lettera aperta al CEO Andy Jassy, esprimendo preoccupazione per la strategia aggressiva dell’azienda nel settore dell’intelligenza artificiale. Il documento, promosso dal gruppo Amazon Employees for Climate Justice, segnala potenziali rischi per la forza lavoro, gli obiettivi climatici e le istituzioni democratiche.
Il punto centrale della contestazione riguarda l’impatto ambientale: le emissioni di carbonio dell’azienda sono aumentate del 35% dal 2019, un dato in contrasto con l’impegno di raggiungere le zero emissioni nette entro il 2040. L’incremento è attribuito alla rapida espansione dei data center necessari per l’IA, per i quali sono previsti investimenti di 150 miliardi di dollari. Il portavoce di Amazon ha respinto le critiche, citando i progetti in corso su energie rinnovabili e nucleare.
Sul fronte occupazionale, i firmatari collegano l’adozione dell’IA ai recenti tagli di 14.000 posti di lavoro e denunciano una crescente pressione produttiva. La lettera solleva infine questioni etiche, criticando l’uso delle infrastrutture cloud per scopi di sorveglianza militare e governativa, e richiede l’istituzione di garanzie etiche vincolanti.