Apple alza la barriera

Apple ha presentato un nuovo livello di sicurezza con Memory Integrity Enforcement, pensato per difendere iPhone da attacchi come Pegasus. È un sistema che nasce da cinque anni di lavoro e unisce hardware e software nei nuovi chip A19 e A19 Pro. L’idea è semplice: proteggere la memoria in modo costante, senza che l’utente debba fare nulla.

La novità sta nel tagging della memoria, che assegna codici segreti a ogni blocco e li controlla a ogni accesso. Se qualcosa non torna, il processo viene chiuso all’istante. È un modo diretto per fermare exploit invisibili come buffer overflow e use-after-free. Nei test interni nemmeno il team Apple incaricato di attaccare i dispositivi è riuscito a trovare un varco.

Il bersaglio non sono i normali utenti ma lo spyware sponsorizzato da stati e governi. Attacchi costosi che richiedono milioni e che hanno preso di mira giornalisti, dissidenti, oppositori politici. Apple dice che non esistono malware di massa per iPhone, e che questa è una barriera costruita per chi gioca sporco ad alto livello.