
Un editoriale del New York Times riflette sui rischi e le responsabilità legate all’uso dell’intelligenza artificiale in conversazioni sulla salute mentale. Un tema che merita attenzione e lettura senza pregiudizi. Il New York Times ha recentemente pubblicato un lungo articolo in cui la giornalista gastronomica statunitense Laura Reiley racconta il suicidio di sua figlia, Sophie Rottenberg, avvenuto a febbraio di quest’anno. Reiley ha scoperto le interazioni della figlia con ChatGPT a luglio, cinque mesi dopo il suicidio, quando un’amica le ha consigliato di dare un’occhiata alla cronologia delle conversazioni con il chatbot.
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