appunti

Francesco Piccolo e l'Italia che non cambia

C’è questo podcast de Il Post con Francesco Piccolo che merita di essere letto, ops, ascoltato. Il podcast si chiama “Allegramente Pessimista “. Francesco Piccolo cerca di spiegare perché in Italia non siamo cambiati dopo la fine della seconda guerra mondiale. Non è un podcast vero è proprio, si tratta della registrazione audio di uno spettacolo teatrale. Riporto qui una parte che ho adorato del podcast. Piccola spiegazione. Francesco Piccolo per spiegare “perché non siamo cambiati” prende in prestito il film di Ettore Scola “La terrazza” del 1980. Analizza il film. Ma trascrivo la parte che mi interessa ché lui è tanto bravo.

Francesco Piccolo

«Volevamo cambiare il mondo e invece il mondo ha cambiato noi». Questa frase, che è perfetta per La terrazza, che racconta cosa voglio raccontare, è una frase di C’eravamo tanto amati. È una frase che dice un personaggio di C’eravamo tanto amati. Stefano Satta Flores, che essendo l’intellettuale di Nocera Inferiore, in realtà nel film di Scola dice «Invece il mondo ha cambiato a noi».

Questa frase cosa vuole dire? Vuole dire che volevamo cambiare il mondo, cioè volevamo fare la rivoluzione. Volevamo organizzare un mondo, una vita e un’idea di intellettuali di sinistra per fare la rivoluzione, e invece il mondo ha cambiato a noi e siamo finiti sulla terrazza a fare le cene a buffet. [Come accade nel film di Scola] Le cene in piedi. Le cene dove in una mano c’è il piatto e nell’altra mano c’è il bicchiere e non si sa come mangiare. Le cene dove per mangiare poi bisogna posare il bicchiere su una mensola e non lo si ritrova mai più. Le cene dove le persone ti parlano di cose molto importanti, casomai proprio della rivoluzione, e tu stai guardando che sono arrivati i primi e vorresti andarli a prendere, vedi che stanno finendo, ma devi finire di ascoltare quello che si dice sulla rivoluzione. Volevamo cambiare il mondo e siamo finiti a questo.

Torno a parlare io. Grazie Francesco Piccolo. Oggi, forse, non è cambiato nulla. Anche oggi Giovani Intellettuali parlano di rivoluzione e antifascismo. Li vedo profondamente indignati, in piedi. Si ritrovano in qualche bar sui navigli, hammo uno spritz in mano. Con l’altra mano scrollano qualche timeline, ogni tanto dicono qualcosa sul pericolo Vannacci con fare severo e preoccupato. Ma ancora nessuno inizia una rivoluzione. Siamo alla Terrazza 2.0 di Scola con lo spitz in mano.

ps - spero abbiate letto Momenti di trascurabile felicità di Francesco Piccolo, spero.