Israele vieta ONG a Gaza

Il governo israeliano ha notificato a decine di ONG l’impossibilità di operare nella Striscia di Gaza, Cisgiordania e Gerusalemme Est dal 1° gennaio 2026. La misura, annunciata dal ministero degli Affari della diaspora, si basa sul mancato rispetto dei nuovi requisiti, in particolare la verifica dell’assenza di legami con “organizzazioni terroristiche palestinesi”. Le nuove norme, entrate in vigore un anno fa, richiedono dettagli stringenti sui dipendenti.

Tra le organizzazioni colpite figurano ActionAid, l’International Rescue Committee e il Norwegian Refugee Council, che avranno due mesi per cessare le attività. La situazione umanitaria a Gaza è critica, con oltre un milione e mezzo di persone in grave insicurezza alimentare. Diversi paesi, inclusi Regno Unito e Francia, hanno espresso preoccupazione per il grave impatto sull’accesso a servizi essenziali.

Israele sostiene che l’assistenza umanitaria continuerà tramite “canali approvati dal governo”, come le agenzie ONU o partner bilaterali, minimizzando l’impatto del divieto. Tuttavia, le nuove regole sono severe, vietando campagne che “delegittimano Israele” o sostengono azioni legali contro le sue forze armate, sollevando dubbi sulla libertà operativa delle organizzazioni umanitarie.