La radio fatta con AI

A Sydney, per sei mesi, una voce ha accompagnato le giornate di decine di migliaia di ascoltatori. Si chiamava Thy. Suonava giovane, smart, sicura. Un tono perfetto per le playlist di hip hop e R&B trasmesse da CADA, una radio australiana. Tutto nella norma, se non fosse che Thy… non esiste. O meglio: non è mai esistita. Era un’intelligenza artificiale, la voce creata con ElevenLabs e l’immagine ispirata ad una vera dipendente del gruppo ARN Media.

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Nessuno lo sapeva. Nessuno l’ha detto. Nessun disclaimer, nessun messaggio in sovraimpressione. Solo una voce sintetica in onda ogni giorno, programmata per suonare vera. Poi, la notizia è uscita. E mentre i dirigenti si difendono parlando di sperimentazione e futuro, la rete si divide tra fascinazione e inquietudine.

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La vicepresidente dell’Associazione australiana dei doppiatori, Teresa Lim, ha affermato che la mancata divulgazione da parte della CADA dell’uso dell’intelligenza artificiale non fa che confermare quanto sia diventata necessaria una legislazione sull’etichettatura dell’intelligenza artificiale.

Viviamo in un mondo dove il confine tra reale e artificiale si fa sempre più sottile. Forse non è un male. Forse lo è. Ma è lì che siamo, ora. E Thy, in fondo, era solo l’inizio.