
LinkedIn ha deciso di fare sul serio. Da giovedì recruiter e dirigenti devono verificare le loro credenziali quando aggiornano i profili. Un po’ come dover mostrare la patente quando guidi, ma per il lavoro. L’azienda sta estendendo questa verifica anche alle Pagine Aziendali Premium, perché evidentemente il problema è grosso.
I numeri parlano chiaro: 220 milioni di dollari persi in truffe lavorative solo nei primi sei mesi del 2024. Le finte offerte di lavoro sono passate da 5.000 a 20.000 segnalazioni in un anno. È come se fosse scoppiata un’epidemia di falsi recruiter che promettono lavori da sogno e poi spariscono con i tuoi dati.
La piattaforma ha bloccato oltre 80 milioni di account falsi negli ultimi mesi del 2024. Il processo di verifica è gratuito e chi ce l’ha ottiene il 60% di visualizzazioni in più. Alla fine è semplice: se sei vero, lo dimostri. Se non lo sei, ciao.