Meta e Google condannate social

Mercoledì una giuria di Los Angeles ha condannato Meta e Google a risarcire K.G.M. con 3 milioni di dollari. La giuria ha riconosciuto la dipendenza da social network sviluppata dalla donna, che aveva generato in lei ansia, depressione e problemi di immagine. Meta pagherà il 70% dell’importo, Google il 30%. Saranno stabiliti in seguito ulteriori “danni punitivi”.

Questa sentenza segna un precedente storico, essendo la prima volta che una giuria si esprime su un caso simile. La decisione potrebbe influenzare circa 2mila procedimenti attualmente in corso. L’accusa, ispirata alle strategie contro le aziende del tabacco, ha puntato il dito contro funzionalità come lo scroll infinito e la riproduzione automatica dei video, e contro i filtri di bellezza, sostenendo che gli algoritmi siano stati creati per generare dipendenza senza curarsi delle conseguenze psicologiche per gli utenti.

Le società si sono difese negando prove scientifiche di dipendenza e facendo riferimento a una norma federale che le solleva dalla responsabilità sui contenuti utente. La donna aveva già chiuso accordi extragiudiziali con TikTok e Snap. Questa condanna arriva dopo una multa separata di 375 milioni di dollari inflitta a Meta in New Mexico per non aver protetto i minori. Poco prima, Meta aveva licenziato 700 dipendenti.