Meta nascondeva i danni dei social? Lo studio Project Mercury sparito nel nulla

Nel 2020 Meta conduce uno studio interno chiamato Project Mercury insieme a Nielsen. I risultati sono chiari: chi smette di usare Facebook e Instagram per una settimana mostra meno depressione, ansia e solitudine. L’azienda decide di non pubblicare nulla. Secondo documenti giudiziari di una causa collettiva intentata da distretti scolastici americani, Meta boccia lo studio definendolo influenzato dalla “narrativa mediatica esistente”. I dipendenti avevano garantito a Nick Clegg, responsabile delle politiche globali, che la ricerca era valida. Un ricercatore paragona il silenzio a quello dell’industria del tabacco che nascondeva i danni delle sigarette.

La causa fa parte di un contenzioso che coinvolge oltre 1.800 querelanti tra distretti scolastici, genitori e procuratori generali. Nel mirino ci sono Meta, Alphabet, TikTok e Snap. L’accusa è di aver occultato rischi noti e privilegiato la crescita rispetto alla sicurezza. I documenti rivelano che Meta richiedeva 17 violazioni delle policy prima di rimuovere account legati al traffico sessuale.

Le big tech continuano a crescere in borsa mentre le cause si accumulano. Meta chiude a +0,87%, Alphabet a +3,33%. I tribunali dovranno decidere se la protezione degli utenti valeva meno dei profitti.