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Milano e i Change

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Milano. Se ne è parlato abbastanza. Forse troppo. Poi l’estate. Agosto. Senza il caldo, forse, sarebbe quasi bella. Il motivo è semplice. Non c’è nessuno. Pochi esseri umani. Un tempo, decenni fa, dopo la prima pioggia d’agosto, l’aria cambiava. Ritornava la “temperatura umana”. Era vero. Non c’era, allora, questa storia del pianeta che scotta. Le macchine erano diverse. Una vecchia 500, quella degli anni Settanta, misurava due metri e novantasette. Ci stavano quattro persone. Un’utilitaria di adesso, una Smart, è lunga due metri e sessantanove. Per due soli passeggeri. Forse è da lì che qualcosa ha iniziato a ad andare storto. Abbiamo perso le dimensioni di tutto. Espansioni inutili. I milanesi, poi, andavano anche al mare. Chi in Adriatico, chi in Liguria. I torinesi pure loro in Liguria. Si mischiavano lì. A Loano, alla discoteca Marinella, si capiva chi era di Milano e chi di Torino. Dai vestiti. Loano. Certe estati. Un anno, lì, scoprii i Change. E il loro pezzo, “Glow of Love”. Un gran pezzo. Milano d’estate, certo, è bella. Ma è in vacanza che capitano certe scoperte. Un disco dei Change, per dire.