
Ogni tanto è necessario tornare su questo capolavoro. Non è un paese per vecchi sembra un film perfetto. I Coen non hanno mai lasciato nulla al caso. Per esempio, Chigurh non sbatte mai le palpebre: l’attore Bardem si è allenato a lungo per trasmettere quella sensazione di disumanità. E il suo taglio di capelli, ridicolo e minaccioso insieme, è stato scelto per mettere a disagio il pubblico fin dal primo sguardo.
Ok, gira voce che Bardem abbia provato quella parrucca, per gioco, per scherzo. I fratelli Coen, però, appena l’hanno visto hanno deciso subito: quella era la soluzione per i capelli.
Poi c’è la questione dei rumori. Il film non ha musica. Zero colonna sonora. Solo silenzi e suoni reali, il vento, il colpo secco della pistola ad aria compressa. Una scelta radicale che amplifica la tensione più di qualsiasi orchestra.
Infine, il titolo. Viene da una poesia di Yeats. Ma il vero significato è che quel mondo senza regole, dove la morte arriva senza un perché, non ha più spazio per chi ha una bussola morale. Un posto dove anche lo sceriffo si perde.
Se non l’avete visto (orrore) è da vedere, se l’avete visto è da rivedere.