Le proteste digitali del Nepal

d1f3dcb5 7939 415b b395 470eea623b66 28559 00000daae3f0fc30 file BitChat, blockchain, Bluetooth, censura, corruzione, freedom tech, Gen Z, governo, Jack Dorsey, manifestazioni, mesh network, Nepal, proteste, social media, tecnologia decentralizzata Politica, slow-tech

In Nepal è successo quello che succede sempre. Il governo blocca i social, i giovani trovano un altro modo. Questa volta hanno scaricato BitChat, l’app di Jack Dorsey che funziona senza internet. Ne avevo parlato qui. Quarantottomila download in un giorno. I ragazzi della Gen Z protestavano contro la corruzione e gli stili di vita dorati dei figli dei politici. Il governo ha detto che il blocco ai social era per questioni di registrazione. Una pessima scusa.

BitChat è diverso dalle altre app. Non serve internet, non servono numeri di telefono. Funziona con il Bluetooth, crea una rete mesh tra i dispositivi vicini. I messaggi viaggiano criptati da un telefono all’altro, fino a trenta metri di distanza. Una catena umana digitale che nessuno può spegnere, se si sta vicini.

Le manifestazioni sono diventate violente. Trentaquattro morti, il Parlamento in fiamme, la Corte Suprema incendiata. Il primo ministro si è dimesso il 9 settembre. Stessa storia in Indonesia ad agosto: proteste, blocchi, undicimila download di BitChat. Si chiama “freedom tech”.