Reuters: Banksy è Robin Gunningham, ora David Jones

Bansky

Reuters ha pubblicato un’indagine che afferma di aver identificato l’artista Banksy come Robin Gunningham, nativo di Bristol poi divenuto David Jones. Il rapporto di 3.500 parole, redatto da Simon James Gardner, James Pearson e Blake Morrison, traccia un percorso da un villaggio ucraino bombardato a Londra e Manhattan. L’indagine si basa su fotografie d’archivio, rapporti inediti della polizia statunitense e documenti giudiziari. Tra le scoperte più significative, una confessione manoscritta legata a un arresto a New York circa nel 2000, che secondo l’agenzia lega l’artista alla sua identità legale.

Il legame tra Banksy e Gunningham non è nuovo. Il Daily Mail nominò Gunningham come sospetto nel 2008. Uno studio del 2016 della Queen Mary University di Londra utilizzò la profilazione geografica per correlare 140 opere di Banksy a indirizzi associati a Gunningham. Reuters sostiene che Gunningham cambiò nome in David Jones intorno al 2008, fornendo documenti che legano questa identità ai movimenti di Banksy. L’avvocato di Banksy, Mark Stephens, ha sollecitato i media a non divulgare l’identità dell’artista per motivi di sicurezza e diritto alla privacy. Pest Control, l’ente che autentica le opere di Banksy, ha rifiutato di commentare.

Reuters ha difeso la sua decisione di pubblicare, affermando l’interesse pubblico nel comprendere l’identità di una figura di tale influenza culturale e politica. Un rapporto separato di Reuters ha identificato sette società collegate a Banksy e ha tracciato vendite per almeno 250 milioni di dollari. L’anonimato è stato centrale per l’identità artistica e l’operazione commerciale di Banksy. La domanda se questo anonimato possa sopravvivere a questa indagine dettagliata rimane aperta.