
In questo articolo del NYTimes si avverte sui rischi dell’uso indiscriminato dell’intelligenza artificiale nell’istruzione. Strumenti come ChatGPT e Gemini promettono di personalizzare l’apprendimento, ma possono compromettere lo sviluppo cognitivo dei giovani se usati per sostituire lo sforzo mentale. Studi del MIT mostrano che chi scrive con l’AI sin dall’inizio produce testi peggiori e usa meno aree cerebrali legate all’apprendimento. Le scuole faticano a regolamentare l’uso dell’AI, mentre molti studenti aggirano i divieti. Gli autori chiedono maggiore consapevolezza dei genitori, programmi di alfabetizzazione all’AI e controlli sull’età, per evitare una generazione passiva e priva di pensiero critico.
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