Studenti più pigri con l’IA

Le ricerche mostrano che il 68,9% degli studenti sviluppa una forma di pigrizia intellettuale quando si affida troppo ai suggerimenti dell’intelligenza artificiale. Più cresce la fiducia nei modelli, meno spazio resta al pensiero critico, e questo diventa evidente proprio tra i più giovani, che si affidano agli strumenti senza porsi domande.

Gli studi di Apple rivelano un collasso nelle capacità di ragionamento delle macchine: davanti a enigmi complessi l’IA riduce lo sforzo invece di aumentarlo, come invece fanno le persone. È il contrario di quello che accade a studenti di filosofia, abituati a vivere nell’incertezza e a spingere sempre più in là i limiti della comprensione.

C’è poi il problema delle false informazioni: in oltre l’82% dei casi i modelli inventano dati o fatti inesistenti. Mancano di sorpresa intellettuale, quella scintilla che per gli umani è l’inizio dell’apprendimento autentico. Il rischio è creare una generazione che sa chiedere ma non più elaborare, delegando la propria capacità critica a sistemi che non possono sostituirla.

Una generazione che rischia di perdere la capacità di pensare davvero, sostituendola con risposte automatiche.