
Le ricerche mostrano che il 68,9% degli studenti sviluppa una forma di pigrizia intellettuale quando si affida troppo ai suggerimenti dell’intelligenza artificiale. Più cresce la fiducia nei modelli, meno spazio resta al pensiero critico, e questo diventa evidente proprio tra i più giovani, che si affidano agli strumenti senza porsi domande.
Gli studi di Apple rivelano un collasso nelle capacità di ragionamento delle macchine: davanti a enigmi complessi l’IA riduce lo sforzo invece di aumentarlo, come invece fanno le persone. È il contrario di quello che accade a studenti di filosofia, abituati a vivere nell’incertezza e a spingere sempre più in là i limiti della comprensione.
C’è poi il problema delle false informazioni: in oltre l’82% dei casi i modelli inventano dati o fatti inesistenti. Mancano di sorpresa intellettuale, quella scintilla che per gli umani è l’inizio dell’apprendimento autentico. Il rischio è creare una generazione che sa chiedere ma non più elaborare, delegando la propria capacità critica a sistemi che non possono sostituirla.
Una generazione che rischia di perdere la capacità di pensare davvero, sostituendola con risposte automatiche.
Sto testando Headway , vediamo se la qualità delle cose che propone e i riassunti valgono la spesa.

Quanto adoro questa attrice. Ayo Edebiri fa sorridere e commuove nello stesso momento. In The Bear era Sydney, la chef che teneva insieme il disastro con calma e razionalità. E mi sono accorto che in certi momenti ero più attratto dal suo ruolo che non da quello del protagonista. Non era questione di sceneggiatura, era proprio lei, con il suo modo di stare dentro la scena. I suoi occhi. Ah, The Bear da vedere assolutamente.
Ayo Edebiri è nata a Boston nel 1995, figlia di padre nigeriano e madre delle Barbados. È cresciuta a Dorchester, ha studiato al Boston Latin School e poi scrittura drammatica alla New York University. Ha iniziato con la stand-up e l’improvvisazione. Ha scritto episodi per serie come Big Mouth e What We Do in the Shadows. Poi è arrivata The Bear, e con quella gli Emmy, i Golden Globe, lo Screen Actors Guild Award. Nel frattempo ruoli al cinema con Bottoms e nella voce di Inside Out 2. Una carriera che corre veloce, ma sempre con naturalezza.
Adesso la ritroviamo in After the Hunt, diretta da Luca Guadagnino, accanto a Julia Roberts. Roberts è la professoressa, Edebiri è Maggie, la studentessa che cambia la traiettoria della storia. Non vedo l’ora di vederlo. È un passo importante, dentro un film che ha una regia importante e un cast di peso. E io sono contento, sinceramente. Perché Ayo è una di quelle attrici che sembrano aver faticato e studiato per arrivare, e vederla passare dalle adorabili cucine claustrofobiche di una serie a un set internazionale a Venezia è un po’ come dire: finalmente qualcuno che se lo merita davvero. Grande Ayo.