
All’Università della Virginia esiste un dipartimento singolare: il Dipartimento di Studi Percettivi. È lì che, per quarant’anni, lo psichiatra Ian Stevenson ha raccolto testimonianze di bambini che ricordavano spontaneamente vite precedenti. Non ipnosi, non suggestioni. Solo racconti dettagliati di persone piccole che parlavano di case, nomi, luoghi e morti mai vissute. Stevenson ne ha verificati 2500. In 1200 casi ha trovato riscontri oggettivi, incrociando date, nomi, eventi.
Dopo la sua morte, la ricerca è continuata con lo psichiatra Jim Tucker, che ha mantenuto l’approccio rigoroso: interviste, verifiche, nessuna interpretazione mistica. Solo l’idea che la coscienza possa sopravvivere, e magari, tornare. Il centro è ancora attivo. E continua a ricevere segnalazioni da tutto il mondo.
C’è poi la storia della cassaforte, raccontata da Cecilia Sala nel podcast “Stories”. Stevenson l’ha chiusa con una combinazione nota solo a lui. Se un giorno un bambino riuscirà ad aprirla, senza aver mai saputo nulla, sarà la prova che Stevenson è tornato.
Il podcast di Cecilia Sala è qui