
Uber ammette di approvare regolarmente autisti con precedenti penali per reati violenti, come aggressione, abusi su minori e stalking, purché risalgano a più di sette anni fa. Esistono divieti assoluti per omicidio, rapimento, violenza sessuale e terrorismo. Un’indagine del New York Times ha rivelato approvazioni in 22 stati per autisti con precedenti violenti oltre tale soglia.
I controlli sui precedenti penali si limitano all’area di residenza del conducente, lasciando potenzialmente fuori altri reati. Uber difende la finestra temporale di sette anni come un compromesso tra sicurezza e reinserimento sociale, ma riconosce anche di ricevere segnalazioni di abusi sessuali o comportamenti inappropriati ogni 32 minuti. La società ha minimizzato le segnalazioni meno gravi, come commenti o linguaggio esplicito.
Uno studio del Dipartimento di Giustizia USA indica che un terzo degli arrestati per stupro ha precedenti penali. In Massachusetts, nel 2017, controlli statali hanno portato alla revoca dell’approvazione di 8.000 autisti precedentemente approvati da Uber. La società ha scartato oltre 20 misure di sicurezza, tra cui i controlli delle impronte digitali, ritenute troppo costose e lente.