Negli Stati Uniti l’ICE ha acquistato un software israeliano per monitorare le attività sui social. Lo scopo ufficiale è la sicurezza nazionale, ma i documenti rivelano un’espansione del controllo che tocca anche cittadini comuni. L’idea di essere osservati online, senza saperlo, diventa parte del paesaggio digitale. È un racconto freddo e preciso su quanto fragile resti la privacy quando entra in gioco la tecnologia di Stato.
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