Come hanno fatto a votare uno come Trump?

Nell’America delle fabbriche spente e dei borghi dimenticati, Trump è diventato una voce. Studi sociologici mostrano che ha raccolto sostegno nelle aree rurali segnate da povertà, declino economico e malessere sociale (journals.sagepub.com, imperial.ac.uk). Le contee rurali votarono in massa per lui, con margini superiori rispetto alle città (thetimes.co.uk, sciencedirect.com, en.wikipedia.org).

La radio conservatrice, e in particolare la diffusione del “Rush Limbaugh Show”, ha amplificato il suo impatto elettorale: nelle contee con maggiore esposizione al programma, il consenso per Trump è stato decisamente più alto (arxiv.org).

Nel 2024, Pew Research evidenzia un cambiamento significativo: Trump ha guadagnato sostenitori tra gruppi che in passato tendevano a votare Democratico. Ha quasi eguagliato Harris tra gli ispanici, aumentato il suo voto tra i neri (dal 8 % al 15 %) e tra gli asiatici (ft.com). Il successo più solido però resta tra chi non ha una laurea, tra chi vive nelle campagne e chi frequenta regolarmente luoghi di culto (pewresearch.org, en.wikipedia.org).

Le motivazioni espresse dai suoi sostenitori — l’economia e l’immigrazione — restano centrali. Nel 2024, il 93 % di chi ha votato Trump li ha indicati come temi decisivi (pewresearch.org).

Il quadro che emerge è asciutto, misurato. Racconta un’America divisa tra città e periferie, tra culture urbane progressive e paesaggi rurali conservatori. Dove l’ansia, la rabbia e la speranza hanno seguito vie divergenti. Capire se chi ha votato Trump ora ha cambiato idea è altra cosa.