Giorno: Luglio 3, 2025

Risalita iPhone, ma a che prezzo

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Dopo due anni di discesa, Apple rivede la crescita in Cina. Le vendite di iPhone nel secondo trimestre 2025 sono aumentate dell’8%. Merito di sconti pesanti: 350 dollari in meno su certi modelli di iPhone 16. Tutto per il festival 618, la grande maratona di shopping online. Non è una vittoria, è una tregua.

Mentre Apple prova a tenersi in piedi, Huawei si prende tutto. Ha il 12% in più su base annua, prima in classifica. Gli utenti sono fedeli, i chip sono buoni, e la bandiera è quella giusta. Apple invece è terza, dietro anche a Vivo. I marchi cinesi fanno il 92% del mercato. Gli stranieri crollano. Il sorpasso non è un evento, è la regola.

E poi c’è la geopolitica. Le tensioni USA-Cina non mollano. Trump potrebbe rimettere dazi. Gli iPhone costano troppo per accedere ai sussidi di Stato. La strategia di Apple in Cina resta appesa a uno sconto. E dura quanto una promozione.

La battaglia degli smartphone si gioca a casa dei giganti, con regole sempre più locali.

Short News

Google ha lanciato a livello globale il suo modello di generazione video Veo 3 per gli utenti di Gemini in oltre 159 paesi. Il modello è disponibile agli abbonati di Google AI Pro al costo di $19,99 al mese.

Perplexity fa sul serio ora

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Dopo ChatGPT anche Perplexity lancia il suo piano a pagamento: 20 dollari al mese per la versione Pro. Dentro ci trovi un motore AI che guarda il web in tempo reale e ti mostra anche le fonti. L’idea è semplice: dare risposte che sembrano umane, ma con i piedi nei dati. La parte interessante è che non parla a vanvera. Tutto quello che dice lo appoggia su una fonte verificabile.

Il piano Pro ti dà accesso a modelli GPT-4o, Claude 3.5 e Mistral, tutto dentro una sola interfaccia. E puoi anche dialogare con PDF, pagine web, codice. Insomma, sembra più uno strumento da lavoro che un giocattolo da provare in pausa pranzo. Il suo punto forte però non è la tecnologia, ma il fatto che si presenta come un motore di conoscenza più che di parole.

Sta nascendo una nuova geografia dell’AI. Dopo gli assistenti, ecco gli ibridi tra motori di ricerca e cervelli sintetici. Perplexity è il primo a provarci davvero. La sfida è chiara: diventare uno strumento di decisione, non solo di curiosità.

Short News

DJI non fa solo droni. Ora lancia una power station da 2048Wh con ricarica solare. Sembra pensata per chi fugge, per chi resta connesso anche quando scompare. 😂

Short News

TikTok si riempie di clip razziste generate in AI con Veo 3. Milioni di visualizzazioni, watermark “Veo” confermato, account sospesi da TikTok. 

Short News

Instagram ora fa suonare un’anteprima Spotify (15 s) direttamente nelle Storie: niente più link muti, musica che si scopre restando sull’app. La sfida con TikTok è ufficiale.

Microsoft Licenzia, Ma Incassa

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Microsoft ha appena mandato a casa circa 9.000 persone. Un taglio silenzioso, sparso tra le divisioni Azure, HoloLens e Mixed Reality. Il momento non è dei più duri per loro, anzi: l’azienda ha appena chiuso il miglior anno di sempre per quanto riguarda profitti.

Licenziare mentre fai miliardi sembra una provocazione. Ma per i colossi della tech è diventata abitudine: alleggerirsi, rifocalizzarsi, crescere ancora. E lo fanno con la freddezza di un algoritmo. I dipendenti sono numeri. Le nuove AI, invece, sono asset.

Nel frattempo si investe in gaming, cloud, sicurezza. E si taglia tutto il resto. Il futuro (dicono) è su Teams, Copilot e Game Pass. Teams? Vabbè. Il presente, per chi è stato lasciato fuori, è una mail di addio e la sensazione che il mondo tech stia diventando un luogo più spietato di prima.

Addio Freevee

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Amazon chiude Freevee, la piattaforma gratuita con pubblicità lanciata come alternativa ai giganti dello streaming. Ditelo che non sapevate neanche che esistesse. Nonostante un buon catalogo e la promessa di contenuti accessibili, Freevee non ha mai davvero preso il volo. Ora la decisione è ufficiale e definitiva. Un’altra piattaforma che se ne va in silenzio, nel rumore di fondo dell’internet.

C’era un’idea dietro: rendere disponibili film e serie senza abbonamenti, solo con un po’ di pubblicità. Ma il mercato è saturo, il pubblico distratto, e Amazon ha deciso di concentrarsi su Prime Video e altri progetti a pagamento. Il sogno dell’accessibilità totale ha sbattuto contro la realtà economica dello streaming.

Non è un grande shock, ma un piccolo promemoria: nessun servizio è davvero per sempre. Cambiano i modelli di business, cambiano le priorità, cambiano i nomi delle app sul telefono. Freevee era un esperimento, e come molti esperimenti è finito nel cestino.