Giorno: Aprile 18, 2026

Retromarce, follia e tempi bizzarri

Quando populisti e sovranisti fanno la retromarcia, le scene sono spesso sorprendenti. Le ultime di Trump, o meglio le sue più recenti follie, hanno lasciato perplessi anche i cattolici americani. Ma non è solo lui: anche Giorgia Meloni sembra aver fatto una clamorosa retromarcia su Trump, assumendo una posizione che ricorda quasi quell’animale che finge di essere morto per sfuggire ai predatori. Il No del recente referendum ha dato un segnale. Forse è solo una mossa pragmatica, forse, dettata dai venti mutevoli della politica internazionale, ma soprattutto quella nazionale. Faccio fatica a dirlo, ma persino il Papa sembra aver colto che è ora di dire basta. Io, pur esprimendomi in modo molto diverso da Sua Santità, lo direi così: il mondo in questo momento è ostaggio di una manciata di pazzi e folli.

Nei giorni scorsi, ho riflettuto più volte sull’idea che un personaggio come Trump potesse davvero decidere di utilizzare una bomba atomica sull’Iran. E ho continuato a sperare che al suo fianco ci fosse qualcuno in grado di bloccarlo. Ma queste sono storie che si ascoltano dopo anni, i retroscena storici: tra dieci anni potremmo scoprire che Trump, un giorno, voleva lanciare una testata nucleare e fu fermato all’ultimo momento da qualche figura di buon senso a lui vicina. Un pensiero terrificante, che ci rammenta la fragilità del nostro equilibrio globale quando le decisioni sono in mano a leader imprevedibili e pazzi. Uomini con seri problemi.

Resto comunque sempre molto sorpreso, in realtà lo sono da molto tempo, su come gli americani siano riusciti a votare un tizio come Trump. Certo, capisco il fascino che certe persone provano verso l’uomo ricco e di potere, ma votare Trump mi pare davvero una scelta al confine con il patologico. Non ho idea se tutto questo discorso abbia al suo interno una morale o più semplicemente un significato più profondo; resta il fatto che stiamo vivendo un momento storico davvero bizzarro e preoccupante, che ha oggettivamente rotto un po’ le palle. Un’epoca di incertezza e di interrogativi, dove la politica sembra aver perso la bussola del buon senso.

Il Mistero dei Gusti Musicali

Giradischi

Faccio sempre molta fatica a capire perché la gente adora l’heavy metal pesante. Quasi certamente anche loro avranno molte perplessità a capire perché io ascolto musica tipo il jazz, l’house e cose come Alva Noto. A proposito, “By the River” di Alva Noto è un capolavoro. Per intenderci, gruppi come i Ramones io li adoro. Proprio non capisco, però, quei gruppi che fanno quel casino micidiale con tutte quelle chitarre in totale distorsione e con cantanti che urlano in modo disperato, spesso con vocalizzi gutturali che sembrano provenire da un altro mondo.

Credo che questo genere musicale abbia anche un nome, che ovviamente io non ricordo perché molto probabilmente il mio cervello si rifiuta di memorizzarlo. Presuntuosamente mi viene da dire che chi ascolta questo tipo di musica forse prova emozione nel sentire rumore, un’esperienza quasi catartica. Molto probabilmente, e lo dico sempre molto presuntuosamente, queste persone troverebbero anche un leggero sollievo nell’ascolto ad alto volume in cuffia del rumore bianco, quasi come una forma estrema di ASMR.

Ovvio, questo apre un mondo di ragionamenti sul fatto che i gusti musicali siano veramente tutti personali e vai a capire come nel tempo si sviluppano. A mio avviso questo sarebbe anche uno studio interessante a livello psicanalitico. Del tipo: dimmi che musica ascolti e da lì partiamo a capire tutto il resto. Una sorta di sostituzione alla classica domanda “parlami di tua mamma”. Del resto, ora che ci penso, c’è chi guarda film dove la gente si mena per quasi due ore e si uccide in modo sanguinolento, e c’è chi guarda il cinema francese. Voglio precisare una cosa: non esiste un giudizio su cosa sia meglio o cosa sia peggio. Però sarebbe carino capire perché la gente ascolta musica di merda. Tutto qui.