Retromarce, follia e tempi bizzarri

Quando populisti e sovranisti fanno la retromarcia, le scene sono spesso sorprendenti. Le ultime di Trump, o meglio le sue più recenti follie, hanno lasciato perplessi anche i cattolici americani. Ma non è solo lui: anche Giorgia Meloni sembra aver fatto una clamorosa retromarcia su Trump, assumendo una posizione che ricorda quasi quell’animale che finge di essere morto per sfuggire ai predatori. Il No del recente referendum ha dato un segnale. Forse è solo una mossa pragmatica, forse, dettata dai venti mutevoli della politica internazionale, ma soprattutto quella nazionale. Faccio fatica a dirlo, ma persino il Papa sembra aver colto che è ora di dire basta. Io, pur esprimendomi in modo molto diverso da Sua Santità, lo direi così: il mondo in questo momento è ostaggio di una manciata di pazzi e folli.

Nei giorni scorsi, ho riflettuto più volte sull’idea che un personaggio come Trump potesse davvero decidere di utilizzare una bomba atomica sull’Iran. E ho continuato a sperare che al suo fianco ci fosse qualcuno in grado di bloccarlo. Ma queste sono storie che si ascoltano dopo anni, i retroscena storici: tra dieci anni potremmo scoprire che Trump, un giorno, voleva lanciare una testata nucleare e fu fermato all’ultimo momento da qualche figura di buon senso a lui vicina. Un pensiero terrificante, che ci rammenta la fragilità del nostro equilibrio globale quando le decisioni sono in mano a leader imprevedibili e pazzi. Uomini con seri problemi.

Resto comunque sempre molto sorpreso, in realtà lo sono da molto tempo, su come gli americani siano riusciti a votare un tizio come Trump. Certo, capisco il fascino che certe persone provano verso l’uomo ricco e di potere, ma votare Trump mi pare davvero una scelta al confine con il patologico. Non ho idea se tutto questo discorso abbia al suo interno una morale o più semplicemente un significato più profondo; resta il fatto che stiamo vivendo un momento storico davvero bizzarro e preoccupante, che ha oggettivamente rotto un po’ le palle. Un’epoca di incertezza e di interrogativi, dove la politica sembra aver perso la bussola del buon senso.