
La Coppa del Mondo 2026 si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico. Molte città ospitanti, soprattutto nel sud degli USA e nel nord del Messico, registrano in estate temperature medie superiori ai 30°C. L’umidità aumenta la percezione del calore. Un indice chiamato Wet Bulb Globe Temperature (WBGT) misura lo stress fisico sul corpo. In 14 delle 16 sedi del torneo, questo valore supera la soglia di allarme per gli atleti. Sei città sono considerate a rischio estremo.
Il caldo non è l’unica variabile. I temporali estivi, comuni in città come Miami e Houston, possono causare interruzioni. Il protocollo prevede la sospensione delle partite per 30 minuti in caso di fulmini entro 16 chilometri dallo stadio. Un altro fattore di rischio è la qualità dell’aria, minacciata dagli incendi. Il fumo dei roghi in Canada ha già causato la cancellazione di eventi sportivi a New York nel 2023.
La FIFA ha introdotto pause obbligatorie per il raffreddamento. Le partite sono state programmate nel tardo pomeriggio o di sera. I ritardi e le sospensioni potrebbero comunque creare disagi ai tifosi, con ripercussioni su trasporti e prenotazioni alberghiere. Per chi segue da casa, ogni interruzione potrebbe significare notti ancora più lunghe.