Giorno: Maggio 10, 2026

Nina Yamada: Minimal a Parigi

Nina Yamada

C’è qualcosa di magico nel vedere un DJ manipolare i vinili in uno spazio ristretto, circondato da scaffali pieni di musica. La sessione di Nina Yamada per Yoyaku Record Store è la prova che non servono grandi palchi o luci accecanti per trasmettere emozioni profonde.

Il video ci porta direttamente a Parigi, permettendoci di osservare da vicino la tecnica e la passione di Nina. Tra i momenti salienti, spicca la transizione verso tracce più ritmate come “Don’t stop the grow” [51:23], dove il battito diventa irresistibile, e la chiusura energica che invita il pubblico (e chi ascolta da casa) ad alzarsi e muoversi [01:05:32].

Che tu stia lavorando, studiando o semplicemente cercando la colonna sonora perfetta per il tuo relax, questo set è un “must-listen”. La Yamada non si limita a suonare dischi; racconta una storia fatta di loop ipnotici e calore analogico.

Guarda il video completo qui: Yoyaku Instore Session with Nina Yamada

Nucleare in Italia: realtà e tempi

Il ritorno al nucleare in Italia viene spesso presentato come una soluzione semplice alla crisi energetica e alla dipendenza dai combustibili fossili. Nel testo di Roberto Spaghetti (alla fine trovate il link) emerge invece un quadro molto più complesso, fatto di tempi lunghi, costi elevati e ostacoli politici che il dibattito pubblico tende a sottovalutare. Il governo viene accusato di affrontare il tema in modo superficiale, mentre oltre mille progetti legati alle rinnovabili risultano ancora bloccati in attesa di autorizzazioni.

Il caso simbolo è quello del Deposito nazionale delle scorie, affidato alla società pubblica Sogin. Nata nel 1999 per smantellare le vecchie centrali e gestire i rifiuti radioattivi, dopo oltre venticinque anni la società non ha ancora un sito definitivo. Nel 2023 il Ministero dell’Ambiente ha individuato 51 aree potenzialmente idonee, ma nessuna amministrazione locale si è candidata ad ospitarle. Secondo il ministro Pichetto Fratin, il deposito potrebbe entrare in funzione solo nel 2039, confermando quanto il tema resti politicamente esplosivo.

L’analisi affronta anche il tema degli SMR, i piccoli reattori modulari di nuova generazione. Nonostante l’interesse, i modelli vicini alla commercializzazione sono rari: a metà 2025 risultavano operativi soltanto due impianti, uno in Cina e uno in Russia. Anche ipotizzando un ritorno dell’Italia all’atomo, servirebbero almeno dieci o dodici anni per vedere una centrale funzionante. Spaghetti conclude che il dibattito debba essere realistico, accelerando nel frattempo su rete elettrica e sistemi di accumulo senza presentare il nucleare come alternativa immediata.

https://open.substack.com/pub/appunti/p/la-scorciatoia-nucleare-non-esiste?r=6msvid&utm_medium=ios

Mondiali 2026: la minaccia del meteo estremo

Mondiali calcio 2026

La Coppa del Mondo 2026 si giocherà tra Stati Uniti, Canada e Messico. Molte città ospitanti, soprattutto nel sud degli USA e nel nord del Messico, registrano in estate temperature medie superiori ai 30°C. L’umidità aumenta la percezione del calore. Un indice chiamato Wet Bulb Globe Temperature (WBGT) misura lo stress fisico sul corpo. In 14 delle 16 sedi del torneo, questo valore supera la soglia di allarme per gli atleti. Sei città sono considerate a rischio estremo.

Il caldo non è l’unica variabile. I temporali estivi, comuni in città come Miami e Houston, possono causare interruzioni. Il protocollo prevede la sospensione delle partite per 30 minuti in caso di fulmini entro 16 chilometri dallo stadio. Un altro fattore di rischio è la qualità dell’aria, minacciata dagli incendi. Il fumo dei roghi in Canada ha già causato la cancellazione di eventi sportivi a New York nel 2023.

La FIFA ha introdotto pause obbligatorie per il raffreddamento. Le partite sono state programmate nel tardo pomeriggio o di sera. I ritardi e le sospensioni potrebbero comunque creare disagi ai tifosi, con ripercussioni su trasporti e prenotazioni alberghiere. Per chi segue da casa, ogni interruzione potrebbe significare notti ancora più lunghe.

Focolaio Hantavirus sulla nave Hondius

Ecco cosa scrive il The New York Times sulla nave da crociera MV Hondius, al centro di un focolaio di hantavirus che ha già causato tre morti durante una spedizione partita dall’Argentina il primo aprile. La nave è attesa a Tenerife, nelle Canarie, dove i passeggeri verranno fatti sbarcare con un’operazione sanitaria eccezionale coordinata dalle autorità spagnole e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo il piano annunciato dal governo spagnolo, i passeggeri saranno trasferiti a terra attraverso un corridoio isolato dal pubblico e accompagnati con mezzi sigillati e sorvegliati.

Diversi Paesi europei, insieme agli Stati Uniti, invieranno voli dedicati per riportare a casa i propri cittadini. L’Unione Europea organizzerà inoltre due voli supplementari per altri passeggeri europei, mentre i Paesi Bassi si occuperanno anche di cittadini extraeuropei impossibilitati a rientrare con voli nazionali. Le autorità sanitarie sostengono che il rischio per la popolazione resti basso. L’Oms ha spiegato che nessuna delle 147 persone ancora a bordo presenta sintomi e che ogni passeggero è stato valutato singolarmente; Tedros Adhanom Ghebreyesus ha rassicurato i residenti di Tenerife precisando: “Non è un altro Covid”.

Le indagini condotte in Sudafrica e Svizzera hanno confermato che il virus coinvolto è il ceppo Andes, diffuso principalmente in Sud America e considerato l’unico hantavirus noto capace di trasmettersi tra esseri umani. Negli Stati Uniti, i passeggeri americani rimasti saranno trasferiti al University of Nebraska Medical Center e monitorati fino a 42 giorni, anche senza quarantena obbligatoria. Intanto, una donna ricoverata in Spagna e sospettata di aver contratto il virus è risultata negativa al primo test. Per tutti i dettagli sull’operazione internazionale e sugli sviluppi sanitari, vale la pena leggere l’articolo completo del The New York Times.