Categoria: Musica

Captain Sensible


Torno su Captain Sensible, ma questa volta per parlare di lui. Ok, adoro Glad it’s all over. Ma chi è Captain Sensibile? Raymond Burns puliva i bagni in un ospedale prima che il mondo decidesse che doveva essere Captain Sensible. Nel 1976 i Damned erano già un pugno nello stomaco, avete ascoltato qualcosa dei Damned? Lui stava lì, al basso o alla chitarra, con quel basco rosso che sembrava un bersaglio. Non era ribellione programmata, era solo l’unico modo per non tornare a pulire quei bagni. Il punk era una stanza stretta e rumorosa dove Raymond ha imparato a colpire forte prima di essere colpito.

Poi è arrivata la virata. “Happy Talk” non era punk, era un cortocircuito pop che ha scalato le classifiche mentre i puristi imprecavano. Sensible ha scoperto che si poteva essere eccentrici senza essere tragici. Vive nel Sussex, lontano dal caos londinese, dove ha cresciuto i suoi figli cercando di bilanciare la vita domestica con l’anarchia del rock. Due matrimoni, una dieta rigorosamente vegetariana e un’ostinata indipendenza dai vizi distruttivi dei suoi colleghi. Non cerca riflettori, solo la pace di una casa normale e un basco rosso appeso all’ingresso come una divisa da lavoro.

Oggi Captain Sensible vive in una realtà fatta di tour, attivismo e una strana dedizione alle ferrovie. Quando non è sul palco, è un trainspotter che difende i trasporti su rotaia e colleziona trenini elettrici, un contrappunto meticoloso al caos del palcoscenico. Con “Glad It’s All Over” ha scritto un inno pacifista mascherato da canzonetta, un grido sollevato contro la guerra delle Falkland che nascondeva l’amarezza dietro un ritmo incalzante. È un pezzo di storia che rifiuta di essere imbalsamato; dimostra che si può invecchiare nel rock senza perdere il senso del ridicolo o l’impegno civile. Alla fine, resta solo la musica e quel basco, un segnale luminoso nel buio della routine.

Musica AI: frode streaming

La cantante folk britannica Emily Portman e il musicista australiano Paul Bender hanno scoperto brani AI fraudolenti sui loro profili ufficiali Spotify e Apple Music. Truffatori sfruttano la debole verifica d’identità delle distribuzioni per rivendicare i diritti di streaming.

Bender ha avviato una petizione, raccogliendo 24.000 firme. Ha stilato un elenco di album sospetti, inclusi quelli su profili di artisti deceduti. Uno studio recente ha rilevato che la maggior parte degli ascoltatori non distingue l’IA dalle registrazioni autentiche.

Spotify ha annunciato nuove misure di rilevamento frodi, riconoscendo come l’IA acceleri spam e contenuti ingannevoli. La rimozione delle tracce false richiede attualmente tra le 24 ore e le otto settimane.

Claudio Rispoli “Mozart” si racconta

Ho trovato questa intervista dove DJ Claudio “Mozart” Rispoli scomparso qualche giorno fa si racconta. Figura iconica del funky italiano, in questa intervista condivide la sua lunga carriera. Dal Conservatorio alla Baia degli Angeli, passando per successi internazionali come Jestofunk, l’artista riflette sul suo percorso e la sua essenza musicale.

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Ornella Vanoni

Ornella Vanoni ci ha lasciati il 21 novembre 2025 a Milano, all’età di 91 anni. Sebbene icona della canzone d’autore italiana, la sua voce vellutata e sensuale ha trovato una delle sue espressioni più alte nella bossa nova.

Mi piace sottolineare come la sua storica collaborazione con leggende come Vinícius de Moraes e Toquinho ha prodotto capolavori immortali, su tutti l’album La voglia la pazzia l’incoscienza l’allegria (1976). In quel disco, il suo timbro sofisticato dialogava perfettamente con i ritmi sudamericani, regalando interpretazioni di rara intensità e “saudade”.

Artista libera fino all’ultimo, lascia un’eredità musicale che unisce Milano a Rio de Janeiro in un abbraccio “senza fine”.

The Weeknd spacca il miliardo

The Weeknd ha superato il miliardo di dollari con il tour After Hours ‘Til Dawn. È il primo artista solista maschile a raggiungere questo traguardo. I numeri parlano chiaro: 1,004 miliardi di dollari, 7,55 milioni di biglietti venduti, 153 spettacoli dal luglio 2022. Live Nation ha confermato tutto.

Il tour si piazza al terzo posto nella storia. Davanti ci sono solo Taylor Swift con 2,2 miliardi dell’Eras Tour e i Coldplay con 1,39 miliardi del Music of the Spheres. Tre nomi, tre modi diversi di riempire gli stadi. Il canadese ha dimostrato di avere la stessa forza d’attrazione dei big mondiali.

La tournée continua fino a settembre 2026. Nord America, Europa, America Latina, Australia. Omar Al-joulani di Live Nation ha parlato di longevità e domanda incredibile per le esibizioni dal vivo. The Weeknd non si ferma, il pubblico nemmeno.

Bowie, l’archivio infinito

Il nuovo David Bowie Centre ha aperto a Londra e sembra più un viaggio che un museo. Dentro ci sono 90.000 oggetti che raccontano mezzo secolo di musica, arte e ossessioni. Ci sono i costumi di Ziggy, i fogli pieni di appunti e persino strumenti che hanno cambiato la storia del pop. Tutto insieme, come se Bowie non fosse mai andato via.

Tra le teche spunta anche ciò che non è mai nato: film mai girati, musical interrotti, progetti rimasti su carta. C’è “Young Americans”, una storia su un Major Tom perso in un’America in crisi, e “The Spectator”, un racconto teatrale sui fuorilegge londinesi del Settecento. Idee abbozzate che parlano più di lui di qualsiasi intervista.

Poi c’è la novità più sorprendente: puoi ordinare un oggetto, toccarlo, vederlo da vicino. Un’esperienza intima, già richiestissima, che trasforma il museo in un contatto diretto con Bowie. Il centro è gratuito, vivo, mutevole. Proprio come lui.

Apple porta per la prima volta le sue stazioni radio su TuneIn, raggiungendo milioni di utenti fuori dal proprio ecosistema. Una mossa che punta a rafforzare Apple Music e contrastare la crescita di Spotify.

Playlist delle celebrità nascoste

Da un articolo del NyTimes esce fuori questa storia. Le playlist dei personaggi famosi sono pubbliche. Per esempio il vicepresidente Vance suona Backstreet Boys e Justin Bieber mentre cucina, una playlist che scopre l’intimità dietro la facciata pubblica e mette in luce la fragilità della privacy digitale.

Dietro “Panama Playlists” c’è un’ombra curiosa: un creatore anonimo ha raccolto dati pubblici da Spotify – dai brani alla frequenza d’ascolto – per politici e boss della tech. Alcuni hanno confermato la veridicità, altri se ne son accorti solo dopo, rivelando quanto poco sappiamo dei nostri stessi profili.

Il caso è un avviso silente: Spotify lascia tutto publico per impostazione predefinita, e cambiarlo richiede lavoro manuale. Quante tracce della nostra vita ascoltata restano in chiaro?

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Spotify diventa anche chat

Spotify introduce una nuova funzione di messaggistica integrata, pensata per far parlare direttamente tra loro gli utenti all’interno dell’app. Una mossa che avvicina la piattaforma musicale a un social network, spostando l’attenzione non solo sull’ascolto ma anche sulla conversazione.

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