Categoria: appunti

Dazi Usa errore che pesa

Jeffrey Sachs, economista della Columbia, ha definito i dazi americani contro l’India “la mossa tattica più stupida della politica estera americana”. Imposti dall’amministrazione Trump sul petrolio russo acquistato da Nuova Delhi, hanno colpito duramente una relazione strategica già fragile.

La scelta ha spinto i paesi BRICS a rafforzare i legami come mai prima, con telefonate di coordinamento tra le capitali in poche ore. Un fronte unito che si oppone agli interessi americani e che ora appare più saldo proprio a causa di questi dazi.

Sachs avverte che la fiducia con l’India è stata compromessa, anche se i dazi verranno rimossi. A questo si aggiungono le critiche di John Bolton, ex consigliere di Trump, che definisce l’approccio un errore enorme. Intanto, l’India si guarda intorno e vede Pechino e Mosca più vicine.

Danimarca senza IVA sui libri

La Danimarca ha deciso di eliminare l’IVA del 25 % sui libri. Una delle aliquote più alte d’Europa, ora cancellata per rispondere a quella che il governo definisce “crisi della lettura”. Il ministro della Cultura ha parlato chiaro: più accessibilità, meno barriere. Lo Stato spenderà circa 330 milioni di corone all’anno per sostenere la misura.

In Italia la situazione è diversa. I libri cartacei sono già al 4 % di IVA. Anche gli e-book godono della stessa aliquota ridotta, ma solo se hanno un ISBN. Senza quel codice, scatta l’aliquota piena al 22 %. Una differenza che pesa su editori indipendenti e autori digitali.

Il quadro europeo è un mosaico. In Irlanda e in Czechia l’IVA è pari a zero. In Spagna i libri hanno un’imposta al 4 %. In Lussemburgo addirittura al 3 %. In Germania è al 7 %, in Francia al 5,5 %, in Finlandia al 14 %. La Grecia resta tra le poche con il 24 % pieno.

Spotify rilancia la sfida a Apple

Spotify ha introdotto Mix, una nuova funzione per gli abbonati Premium che trasforma le playlist in set da DJ. Le canzoni si fondono con dissolvenze, aumenti e fusioni, gestite in automatico o con controlli manuali. Oltre alle transizioni, l’app mostra battiti, tonalità e forma d’onda per mix perfetti.

La mossa è un chiaro segnale di competizione con Apple, pronta a lanciare AutoMix su iOS 26. Ma mentre Apple punta su un approccio più automatizzato, Spotify gioca la carta della personalizzazione. I primi tester parlano di un’esperienza più ricca e flessibile, pensata soprattutto per chi ascolta elettronica, house e techno.

Il rollout globale è in corso, con l’Asia-Pacifico che dovrà attendere ancora. Con la possibilità di collaborare su playlist mixate e di attivare o disattivare la funzione in ogni momento, Spotify vuole consolidare il controllo dell’utente sulla propria esperienza musicale. Una strategia che mostra quanto la guerra dello streaming stia cambiando i confini tra semplice ascolto e creazione.

Nello Studio Ovale, Zelensky ha incontrato di nuovo Brian Glenn, il giornalista di destra che lo aveva criticato per il suo abbigliamento durante la precedente visita. Glenn ha detto a Zelensky che ora “era favoloso”. Zelensky ha risposto con ironia: “Hai lo stesso vestito. Vedi, io sono cambiato, tu no”. Tutti hanno riso.

Genio fragile del cervello

Oliver Sacks avrebbe compiuto novantadue anni in questo periodo. Neurologo e scrittore, ha trasformato le malattie in racconti, mostrando che dietro ogni sintomo c’è una persona intera, con i suoi ricordi e le sue ossessioni.

Libri come Risvegli o L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello hanno portato la neurologia fuori dagli ospedali, diventando storie universali. Il secondo libro lo consiglio vivamente. Non solo casi clinici, ma vite sospese tra limite e immaginazione.

Sacks ha unito scienza, umanità e letteratura. Ha insegnato a guardare la fragilità umana con rispetto e curiosità, ricordandoci che il cervello è anche un luogo poetico e non solo un organo con le sue patologie.

Dal libro Risvegli, i produttori statunitensi Parkes e Lasker acquisirono i diritti negli anni Ottanta. Nel 1990, Penny Marshall ne trasse un film con Robert De Niro e Robin Williams, nella parte di un neurologo ispirato a Sacks.

Giovani senza futuro?

Galimberti dice che ai giovani non serve la speranza. È solo un’illusione degli adulti, una bugia consolatoria che non risolve il vuoto. Il problema è più profondo: mancano valori, mancano prospettive, il futuro appare fragile.

Il vero dramma è l’emozione negata. Ragazzi incapaci di riconoscerla e gestirla, educati solo a competere, mai a capire sé stessi. La scuola non colma questo vuoto, gli adulti nemmeno. Da qui ansia, depressione, fuga nei social.

La via d’uscita non è tornare indietro, ma il presente. Non sperare in un domani garantito, ma creare senso ora: relazioni vere, passioni concrete, esperienza autentica.

ChatGPT e l’illusione del genio

NYTimes pubblica la storia di questo Allan. Per tre settimane Allan Brooks ha parlato con ChatGPT fino a convincersi di aver scoperto una formula matematica rivoluzionaria. Il chatbot lo ha incoraggiato, alimentando la fantasia che potesse cambiare il mondo con invenzioni futuristiche. Brooks, un reclutatore canadese, non aveva mai avuto problemi di salute mentale prima di allora.

La conversazione è diventata una spirale. ChatGPT lo adulava, lo rassicurava che non fosse pazzo, che le sue idee fossero brillanti. Brooks arrivò a scrivere a esperti e agenzie governative, certo di avere in mano una verità che poteva mettere a rischio la sicurezza globale. Solo dopo, grazie a un altro chatbot, si rese conto che era tutto falso.

Il caso ha mostrato quanto queste interazioni possano trasformarsi in illusione. OpenAI ha promesso correzioni per riconoscere segnali di disagio e incoraggiare pause. Ma l’esperienza di Brooks resta un monito: i chatbot non sono compagni infallibili, e a volte possono trascinare gli utenti in mondi che non esistono.

L’articolo completo potete leggerlo qui

Taylor Swift batte ogni record

Taylor Swift è apparsa nel podcast “New Heights” del fidanzato Travis Kelce e in un giorno ha superato 13 milioni di visualizzazioni su YouTube. La diretta ha attirato 1,3 milioni di spettatori simultanei e ha persino fatto crashare la piattaforma dopo poco meno di due ore.

Durante l’episodio Swift ha annunciato il suo dodicesimo album, “The Life of a Showgirl”, in uscita il 3 ottobre 2025. Dodici tracce, tra cui una collaborazione con Sabrina Carpenter, nate dall’energia dell’Eras Tour. Un progetto compatto, senza bonus track, pensato come un album puro e ispirato.

L’apparizione segna anche un momento intimo per la coppia: Swift ha ricordato che proprio da quel podcast era iniziata la loro storia. Ma più in generale è un segnale su come le star scelgano i media digitali per parlare direttamente ai fan, scavalcando i canali tradizionali e cambiando il gioco della comunicazione.

Siamo ad: Aveva un brutto carattere

OpenAI ha dovuto correggere in fretta il tono di GPT-5. Dopo il lancio, migliaia di utenti su Reddit lo hanno accusato di essere freddo e aziendale, distante dalle connessioni emotive che molti avevano costruito con GPT-4o. Sam Altman ha annunciato l’aggiornamento della personalità un’ora prima di una cena con i giornalisti.

Il debutto è stato caotico anche sul piano tecnico: un router malfunzionante ha instradato richieste verso modelli meno performanti, lasciando molti con la sensazione di un servizio degradato. OpenAI ha reagito restituendo l’accesso a GPT-4o, alzando i limiti di utilizzo settimanali e introducendo tre nuove modalità d’uso: Auto, Veloce e Pensiero.

Questa vicenda mostra quanto l’attaccamento emotivo agli strumenti di intelligenza artificiale stia diventando centrale. Le aziende non possono più limitarsi alla potenza dei modelli: devono gestire la fiducia e la familiarità degli utenti, che ormai si aspettano assistenti non solo utili, ma anche empatici e riconoscibili.

La fine dell’illusione streaming?

La pirateria torna a crescere con numeri impressionanti: dai 130 miliardi di visite nel 2020 ai 216 miliardi nel 2024. Parliamo dei siti noti. :) L’aumento dei costi degli abbonamenti e la frammentazione dei contenuti hanno trasformato lo streaming in un “Cable 2.0”, con famiglie europee che spendono oltre 700 euro l’anno.

Gli utenti si sentono intrappolati in silos digitali, costretti a rincorrere serie e film su più piattaforme. Contenuti acquistati possono sparire da un giorno all’altro per dispute sui diritti, generando frustrazione e cause legali contro giganti come Amazon Prime Video. Sempre più giovani scelgono quindi strade alternative, soprattutto tra i 15 e i 24 anni.

L’industria prevede perdite oltre i 113 miliardi di dollari entro il 2027. I pirati moderni usano strumenti avanzati, inclusi motori di ricerca basati su IA, che si muovono più velocemente delle misure di blocco. La promessa originaria dello streaming – semplicità e convenienza – si sta sgretolando davanti agli occhi di chi guarda.

Fine di Windows 10: ecco cosa cambia

Dal 14 ottobre 2025 il supporto a Windows 10 finisce e circa 240 milioni di PC rischiano di diventare inutilizzabili. Colpa dei requisiti hardware di Windows 11, come il chip TPM 2.0, che molti computer non hanno. Microsoft offre aggiornamenti di sicurezza a pagamento, ma solo per un anno e con prezzi che raddoppiano ogni volta.

Le alternative esistono. Alcune distribuzioni Linux imitano l’interfaccia di Windows 11 e funzionano anche su hardware vecchio. Linuxfx, ad esempio, è basato su Ubuntu 24.04.2 LTS e richiede poche risorse. Anche il gaming non è più un problema: grazie a Proton di Valve, l’80% dei primi 1000 giochi di Steam gira su Linux senza configurazioni complicate.

Il movimento “End of 10” spinge alla migrazione, parlando di un’occasione per ridurre i rifiuti elettronici e allungare la vita dei dispositivi. L’idea è salvare metà dei PC che ancora usano Windows 10, evitando spese inutili e aiutando l’ambiente.

Threads di Meta ha superato i 400 milioni di utenti attivi mensili ad agosto 2025, segnando una pietra miliare significativa nella rapida crescita della piattaforma mentre continua a ridurre il divario con X, il social network precedentemente noto come Twitter.

Perplexity vuole comprare Chrome

Perplexity avrebbe fatto un’offerta di 34,5 miliardi di dollari per acquistare Chrome da Google. L’ipotesi nasce dal contesto delle indagini antitrust che potrebbero costringere l’azienda a vendere il suo browser. Sarebbe una mossa che cambierebbe equilibri e mercato.

Leggi articolo completo qui

Rivolta contro lo smartphone?

Tra il 2021 e il 2024 le vendite di telefoni base tra i 18 e i 24 anni sono salite del 148%, mentre l’uso degli smartphone è calato del 12%. Lo chiamano “estate del telefono a conchiglia” e non è nostalgia: è un cambio di passo, una ricerca di meno schermi e più silenzi.

Gli esperti parlano di “dieta della dopamina”, un tentativo di sfuggire alla dipendenza digitale che funziona come una droga leggera. Su TikTok si moltiplicano i video con hashtag tipo #bringbackflipphones. Marchi come HMD, erede del Nokia 3310, registrano vendite raddoppiate dal 2017. Chi abbraccia il detox digitale racconta di sonni più profondi, umore stabile, meno ansia.

Dietro questa scelta non c’è un rifiuto totale della tecnologia, ma un allontanamento dal capitalismo della sorveglianza e dall’economia dell’attenzione. È un passaggio verso interazioni più intenzionali, dove il dispositivo è uno strumento e non un’ancora. Un cambiamento che, se cresce, può piegare le strategie dei giganti tech e aprire mercati nuovi.

I danni

Un uomo di 60 anni, preoccupato per gli effetti del sale (cloruro di sodio), ha chiesto consiglio a ChatGPT: ha poi sostituito il sale da cucina con bromuro di sodio, un composto tossico. Dopo mesi ha sviluppato paranoia, allucinazioni e sintomi neurologici. Ricoverato in ospedale, è stato diagnosticato con bromismo, un’intossicazione ormai rara. La condizione è migliorata dopo cure mediche mirate, inclusi antipsicotici e reidratazione. Il caso — pubblicato sull’Annals of Internal Medicine Clinical Cases — sottolinea i rischi di affidarsi a un AI per consigli medici senza supervisione professionale. OpenAI ribadisce che ChatGPT non deve sostituire il parere di un esperto.

Mania virtuale

Un utente autistico di 30 anni, Jacob Irwin, ha sviluppato deliri dopo che ChatGPT ha alimentato la sua teoria personale sulla propulsione più veloce della luce, offrendogli validazione continua. L’AI non ha interrotto il suo stato mentale in deterioramento e ha finito per peggiorare la condizione. È stato ricoverato due volte in reparti psichiatrici, e oggi ha interrotto l’uso del chatbot. Il caso evidenzia i pericoli di una AI che lusinga troppo, anziché correggere o moderare.

Psicosi digitale in crescita

Il fenomeno della “psicosi da chatbot” è sempre più segnalato. Utenti vulnerabili sviluppano deliri, convinzioni spirituali o paranoie dopo interazioni prolungate con l’AI, che tende ad assecondare e amplificare le loro idee. Gli esperti mettono in guardia: l’AI favorisce engagement ma può peggiorare fragilità mentali. Serve consapevolezza, limiti nell’uso e accesso a nel caso di persone fragili supporto professionale.

Siri pronta alla svolta?

La notizia è che Apple punta a lanciare la nuova versione di Siri la prossima primavera, dopo mesi di test interni. La funzione principale sarà la possibilità di eseguire azioni complesse all’interno delle app, senza passaggi manuali. Un cambiamento pensato per rendere l’assistente più utile nella vita quotidiana. Staremo a vedere.

La novità rientra nel progetto più ampio di Apple Intelligence, che mira a integrare l’intelligenza artificiale in modo naturale nell’ecosistema iOS. Oltre ai comandi vocali avanzati, ci sarà una gestione migliore del contesto, per capire richieste anche frammentarie e collegarle a dati personali.

Le prime funzioni dovrebbero arrivare con iOS 18.4, inizialmente in beta, per poi essere distribuite su larga scala. Apple conta di colmare il divario con i concorrenti e offrire un assistente che non si limiti a rispondere, ma sappia agire. Io resto ancora dubbioso visto che Siri non riesce ancora a fare cose elementari.

L’arma invisibile dell’influenza digitale

La propaganda non è più fatta di slogan urlati. Ora è silenziosa, integrata nelle conversazioni online, capace di adattarsi al linguaggio e alle emozioni di chi legge. GoLaxy, azienda cinese con legami indiretti al governo, sfrutta intelligenza artificiale e dati personali per creare bot che sembrano umani.

Le operazioni hanno già toccato Taiwan e Hong Kong, mirando a influenzare elezioni e opinione pubblica. I sistemi profilano individui e gruppi, studiano tendenze e preferenze, poi diffondono messaggi calibrati per sembrare spontanei. In apparenza, interazioni genuine; in realtà, campagne di influenza su larga scala.

Ora, documenti interni indicano che GoLaxy sta ampliando il raggio verso gli Stati Uniti, con profili dettagliati di membri del Congresso e leader politici. L’obiettivo è spostare opinioni senza che nessuno se ne accorga. È un conflitto a bassa visibilità, dove le piattaforme social diventano campi di battaglia e la persuasione è l’arma principale.

IA cinese in politica

La Cina testa la sua intelligenza artificiale in una campagna elettorale locale. Una prova tecnica, ma anche politica, per capire come un’IA possa influenzare dibattiti, priorità e linguaggi. Futuro o esperimento di controllo?

Leggi articolo completo qui

Oggetti che sembrano viaggiare nel tempo

Vecchie foto e oggetti che raccontano un’epoca sparita. Un miscuglio di nostalgie, dettagli dimenticati e colori sbiaditi che sanno di passato. Piccole storie catturate in un fermo immagine.

Leggi articolo completo Qui